Come funziona il nuovo Google

Basta digitare ip per l’iPhone, bi per Bit Torrent, bob  per scegliere al volo tra Marley e Dylan. Ricevere risposte (giuste) ancora prima di finire la domanda. È il sogno di molti, soprattutto di Google, che proprio a questo mira con Google Instant, presentato ieri a San Francisco.

Il motore di ricerca, che ha fatto della velocità uno dei propri punti distintivi, ha compiuto un ulteriore sforzo in questa direzione con il quale spera di definire un nuovo standard per quanto riguarda il reperimento delle informazioni in Rete. Si tratta, ha detto Marissa Mayer, vice president dell’azienda e uno dei dipendenti storici del colosso, di un “passaggio fondamentale nel modo in cui la gente cerca informazioni”.

Continua a leggere qui

Il volto intelligente della semantica

manifestoA volte ritornano. Potrebbe intitolarsi così, come un famoso racconto di Stephen King, il film di una delle più controverse promesse dell’universo tecnologico: la semantica. Sì, proprio la scienza dei significati. Da un buon lustro viene periodicamente indicata come la rivoluzione che ci darà motori di ricerca intelligenti in grado di comprendere il linguaggio naturale e di capire le relazioni tra i concetti (utilizzando soltanto algoritmi automatizzati), di interrogare Google & C. come faremmo con un nostro amico al bar ricevendo risposte pertinenti (a differenza di quelle che, spesso, riceviamo al bar).

Peccato che le grandi aspettative vadano regolarmente deluse e la semantica torni ogni volta ad essere quello che è sempre stata, disciplina da umanisti. Almeno fino alla prossima occasione. Come quella che stiamo vivendo oggi. Il mondo dei motori di ricerca, come si racconta nel pezzo a fianco, torna a regalare novità (Bing di Microsoft in primis) e subito qualcuno ricomincia a parlare di tecnologie che comprendono i significati. Per capire se in questo caso c’è un po’ di grano in mezzo al solito loglio ci siamo rivolti a Luca Scagliarini che cura l’espansione internazionale di Expert System, azienda modenese che da anni prospera grazie Cogito, tecnologia (veramente) semantica sviluppata in un’area che più che per il software si è sempre distinta per la meccanica e la ceramica. Scagliarini è reduce dalla Semantic Conference 2009, uno dei più importanti eventi mondiali dedicati alle tecnologie semantiche che si è tenuto in California dal 14 al 18 giugno scorso.

Di semantica in ambito tecnologico si parla da così tanto tempo che il termine ha fatto a tempo a diventare di moda e scomparire almeno un paio di volte negli ultimi 5 anni. A che punto siamo oggi, a tuo parere, dopo l’edizione 2009 della Semantic Technology Conference?

Diciamo che sta tornando interesse intorno al tema. Anche con la crisi economica c’è stato un cospicuo aumento di partecipanti alla manifestazione e, soprattutto, non si è trattato dei soliti noti.

Per la prima volta, tutti i grandi, da Google a Yahoo a Oracle, sono stati coinvolti in presentazioni. Come interpreti questo segnale?

E’ l’indicazione che si sta uscendo dalla fase di laboratorio. Google stessa ha cambiato idea. Ancora l’anno scorso snobbava apertamente la semantica. Un mese fa ha annunciato che inizierà ad inserire degli aspetti semantici nella sua indicizzazione dei siti web. Yahoo! lo fa già. Detto questo, non ci sono ancora evidenze chiare che la semantica farà quel salto che molti da tempo auspicano. C’è qualche indizio in più rispetto allo scorso anno ma prove non se ne vedono ancora.

Continua a leggere

Sommario Chips&Salsa – 13 marzo 2008

testpg.gifGiovedì: e come sempre, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. (Da domani- e per una settimana – i link ai pezzi).

Ecco di che cosa si parla:

Un’altra Ngn è possibile, Raffaele Mastrolonardo

«Realistico» è l’aggettivo che prevale riguardo al nuovo piano industriale di Telecom Italia. Definizione condivisibile. Non solo perché il piano riporta l’azienda sulla terra dall’empireo finanziario in cui l’aveva confinata la precedente proprietà. Ma anche perché ha il merito rendere lampante un fatto che molti fingono di non vedere: i soldi per una Ngn, una rete di comunicazione ad alta velocità che porti la fibra ottica nella case di tutti gli italiani, o almeno nelle loro strette vicinanze (v. articolo a fianco), non ci sono. Lo dicono i numeri.

Di che fibra siamo fatti, Enrico Gardumi

A.A.A. nuove reti per lo sviluppo del Paese cercasi. Dopo il varo del nuovo piano industriale di Telecom Italia è tempo di tornare a parlare di rete di prossima generazione. Una questione di metri, costi e velocità di trasmissione giocata tra fibra ottica e rame.

I motori di ricerca trovano il fattore umano, Nicola Bruno

Algoritmi aperti, redattori, coinvolgimento dei navigatori, relazioni sociali, trasparenza. Scovare le informazioni sul web non è solo una questione di tecnologia. Parola d’ordine: differenziazione.

La carica degli anti-Google, Alessandra Carboni

Spiritualità, viaggi e domande in linguaggio naturale. Centinaia di servizi specializzati cercano uno spazio all’ombra dei colossi del ritrovamento di informazioni sul web.

Tutti pazzi per la semantica. Il web insegue la sua ultima chimera, Raffaele Mastrolonardo

Lo chiamano web 3.0 ed è un Eldorado inseguito da numerose piccole aziende su cui piovono milioni di dollari per costruire motori di ricerca più intelligenti. Ma i risultati non sono ancora all’altezza delle attese. E non lo saranno tanto presto.

E poi:

LAVORO – Per dimettersi basta un clic, Patrizia Cortellessa

DOPOLAVORO – Il marketing del pensionato, Francesco Bottino

LIBRI – Tecnologie di un altro genere, Paolo Subioli