Facebook & Co., se l’amiciza sui social network ha un prezzo

Chi trova un amico trova un tesoro, recita il proverbio. Soprattutto all’epoca dei social network, bisognerebbe aggiungere, quando il numero di amicizie è un indicatore di popolarità, affidabilità e buona reputazione, tutte caratteristiche che qualunque impresa commerciale desidera. E dunque – anche se il detto non intendeva proprio questo – ecco che follower e fan finiscono venduti e scambiati sul mercato con offerte, come insegna il manuale del perfetto venditore, davvero per tutti i gusti (e tutti i prezzi). Alla faccia della trasparenza del marketing 2.0.

Dopo tutto, un account Twitter senza seguaci e una pagina Facebook con pochi fan, nell’era del web 2.0, inducono diffidenza, un po’ come i tavoli vuoti di un ristorante il sabato sera. Proprio per evitare un simile imbarazzo Twitter 1k offre 1000 “follower” sul celebre servizio di microblogging al prezzo di 24,97 dollari. A patto però di accontentarsi di lettori qualunque. Se si opta, invece, per utenti mirati bisogna prepararsi a sborsare di più: 1000 lettori fedeli con un interesse per l’argomento trattato dall’account sono venduti al prezzo di 34,97 dollari. Tanto? Poco? L’unico modo per capirlo è guardare cosa offrono, e a quanto, altri banchetti specializzati in merce analoga.

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L’Italia in guerra contro Facebook & c.

manifestoEcco come potrebbe apparire la rete tricolore se tre proposte di legge targate Pdl e Udc fossero approvate. Non c’è da stare allegri…

Roma, 11 aprile 2011. Marco, 20 anni, è arrabbiato. Per la terza volta in un mese Facebook è inaccessibile. Tutta colpa di un “gruppo” creato sul social network da un manipolo di goliardi inneggiante alla camorra. Il ministro dell’Interno, in base a una norma del 2009 sui reati di opinione, ha ordinato ai fornitori di connessione di filtrare il sito per tutti i computer italici.

Maria, romana di 27 anni, non è più contenta. Rischia fino a 3 anni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa; lei, che non è giornalista. Il problema, le ha spiegato l’avvocato, è che su “Affari studenteschi”, un blog aperto tempo fa e poi dimenticato, qualcuno ha lasciato un commento offensivo nei confronti di un professore universitario, il quale ha sporto querela. Ora che la legislazione italiana estende a ogni contenuto pubblicato su internet «tutte le norme relative alla Stampa» per i reati di diffamazione, Maria è nei guai.

Il suo compagno Luigi, collaboratore di Wikipedia, prova a consolarla ma anche lui ha i suoi dispiaceri telematici. La stessa legge ha bandito l’anonimato dalla rete e l’enciclopedia online (dove basta uno pseudonimo per diventare autori) non è più raggiungibile dallo stivale. Ma forse i più preoccupati sono Sonia e Alberto. Sono stati disconnessi da internet per tre mesi perché il loro figlio sedicenne Antonio scaricava file musicali coperti da diritto d’autore tramite sistemi peer-to-peer.

Come vuole la legge approvata due anni fa, dopo tre avvertimenti la famiglia è stata privata del collegamento per 90 giorni. Ma quello che angustia mamma e papà è un’altra cosa. Tornata internet, Antonio non ha perso l’abitudine di scaricare. Solo che ora lo fa attraverso delle darknet, reti private accessibili solo su invito, dove circolano anche contenuti ben più illegali dei file mp3 di Vasco Rossi.

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Chips&Salsa – Sommario 15 maggio 2008

I muratori di Microsoft, Raffaele Mastrolonardo
«E ora, sotto con calce e mattoni!». Steve Ballmer non ha pronunciato esattamente queste parole. Ma il concetto espresso dall’amministratore delegato di Microsoft ai suoi collaboratori subito dopo lo sfumato accordo con Yahoo! doveva suonare più o meno così.

Computer, scoppia la guerra tra poveri, Nicola Bruno
Il Pc da 100 dollari di Negroponte trova nuovi avversari sulla sua strada. L’iniziativa del guru del Mit è in difficoltà. Poco usabile e meno “etico” del previsto, il portatile a basso costo deve affrontare la concorrenza di colossi come Intel, Asus, Hp che mettono in campo tecnologie, dollari e peso politico.

Cinema, un’industria alla prova di internet, Andrea Rocco
Mentre sulla Croisette si celebrano antichi riti, dietro le quinte la rete scardina i meccanismi di Hollywood. Una rivoluzione che c’è anche se (ancora) non si vede.

Nuove forme di narrazione crescono. La faticosa ricerca di formati per la rete, Marina Rossi
Come già per la letteratura, l’online stenta a inventare innovative forme di racconto visivo. Ma forse stiamo solo sbagliando a cercare: la vera narrazione-internet potrebbe essere la rete stessa.

TELEVISIONI
Il palinsesto che venne dal web, Federico Fasce
Intervista. A colloquio con Tommaso Tessarolo, direttore del palinsesto di Current.tv, la televisione “dal basso” di Al Gore. Un mix di tv e web che vuole parlare anche di call center e Dico.

DIRITTI – Morti bianche, la denuncia corre sul blog, Piero Babudro
CENSURE – Google non disturba Pechino, Marco Trotta
IDENTITA’ – Tutti amici tra i social network, Eva Perasso