Wikileaks, il ritorno dell’acchiappa-segreti

L’ultimo scoop ha riportato Wikileaks al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica internazionale e potrebbe aiutare il servizio, in difficoltà economica, a sopravvivere. La rivelazione, il 5 aprile scorso, del video di un’operazione dell’esercito americano a Baghdad nella quale hanno perso la vita 12 persone, tra cui due impiegati dell’agenzia di stampa Reuters, ha infatti riacceso i riflettori sul sito che, causa mancanza fondi, negli ultimi tempi ha ridotto sensibilmente le attività.

Creato nel 2007 da un gruppo di attivisti guidati dall’australiano Julian Assange, giornalista e hacker etico, Wikileaks ambisce ad essere un porto sicuro per tutti coloro che, in possesso di documenti riservati, vogliono renderli pubblici. Agli informatori garantisce anonimato e una piattaforma sicura con server distribuiti in quei Paesi (come Stati Uniti, Belgio o Svezia) che offrono migliori garanzie per la protezione della libertà di espressione.

L’importanza del documento, che getta luce su un evento accaduto il 12 luglio 2007, è servita a riportare in primo piano l’importanza giornalistica di questo servizio, in grado di sfruttare Internet per accedere a materiali che sfuggono anche all’azione investigativa di grandi testate…

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