Usi creativi dei dati pubblici

manifestoMa cosa fanno i cittadini con i dati messi a disposizione dalle amministrazioni publbiche? Una galleria di esempi.

Politici sotto controllo

«I politici sono i nostri dipendenti», ama dire Beppe Grillo. Ma il comico genovese non ha il copyright sulla definizione. Dal 2004 lo ripete un sito anglosassone: They work for you. “Lavorano per te” è il decano dei progetti europei che monitorano, recuperando i dati online, l’attività dei politici di Sua Maestà: voti, discorsi, posizioni, partecipazioni a dibattiti in aula, presenze e chi più ne ha più ne metta. Venendo in casa nostra, OpenPolis, dal 2008, è il suo degno emulo italiano. Per chi preferisce mettere il naso negli affari di Bruxelles è disponibile, fresco di lancio, EPVote, ovvero l’attività dei rappresentanti nazionali in missione europea dettagliata con visualizzazioni grafiche. Dall’altra parte dell’oceano, inarrivabile per quantità di informazioni aggregate, si staglia Watchdog.net. Di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti, ci dice che ha presentato 1.929 disegni di legge, orientato il 52 per cento dei suoi voti a sinistra, parlato in aula 13 volte con una media di 866 parole a discorso.

Chi influenza chi

«Segui i soldi», diceva Gola profonda a Bob Woordward/Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente. E tracciare il percorso del denaro in politica è il compito che si sono dati svariati siti americani. Il più noto è OpenSecrets: 13 aprile scorso ha reso disponibili per il download e il riuso non commerciale oltre 200 milioni di dati su finanziamenti delle campagne elettorali. A beneficiare di questa liberalizzazione saranno servizi come Unfluence o WeShowTheMoney.com, che elaborano in mappe interattive le relazioni tra aziende e candidati. Dal livello federale a quello locale c’è FollowTheMoney.org che traccia l’influenza del denaro a livello federale. I suoi grafici raccontano, per esempio, che per essere eletti al Congresso della California ci vogliono almeno 270 mila dollari di contributi (tanti sono bastati a tale Bill Maze). Per essere sicuri, però, bisogna volare più alto: la media dei contributi di chi ha conquistato la poltrona è 651 mila dollari. Ma non ditelo a Lynn Daucher: è riuscita a non farcela pur avendo messo insieme 3 milioni e mezzo di biglietti verdi…

Soldi ben spesi?

Obama lo ha promesso: con Recovery.gov tutti i cittadini americani potranno scrutinare il piano di rilancio dell’economia. Bravo. Ma se non lo avesse fatto lui, ci avrebbe pensato qualcun altro. Avevano cominciato, ancora prima che fosse approvato, quelli di Readthestimulus.org, sito collegato a istituzioni conservatrici. Invitava i navigatori a leggere con occhio critico il disegno di legge in discussione nelle sue varie versioni. Dalla parte del presidente sta invece Stimuluswatch.org: vuole aiutare l’amministrazione a capire come vengono spesi i soldi del piano. Governativo in senso tecnico è invece USAspending.gov. Creato per iniziativa di una legge co-sponsorizzata dallo stesso Obama nel 2006, documenta la spesa del governo federale Usa. Cosa che fa anche USBudgetwatch.org gestito dal non profit Committee for a Responsible Federal Budget. Ma la preoccupazione per la trasparenza dei bilanci pubblici non è solo americana. Lo dimostra la OpenBudget Initiative che ogni anno stila la classifica della disponibilità ai cittadini dei bilanci di 85 paesi.
Governo 2.0

Scartabellare digitalmente tra le informazioni pubbliche è bello. Ma vuoi mettere riusarle in modo più creativo? Magari mettendo a disposizione dei cittadini il necessaire tecnologico per interfacciarsi con dati e piattaforme pubbliche per poi sbizzarrirsi in quei mash-up che sono il marchio di fabbrica del web 2.0. E’ con questa intenzione che la municipalità di Washington ha lanciato il concorso AppsForDemocracy.org in cui si invitavano i cittadini con talento di programmazione a “giocare” con i database comunali. Risultato: oltre 25 applicazioni create dal basso. La vittoria è andata a DCHistoricTours.com che permette all’utente di costruire percorsi personalizzati della città combinando foto da Flickr e informazioni da Wikipedia. Al secondo posto iLive.at, ovvero tutte le informazioni possibili a portata di click sul tuo quartiere della città: dal più vicino centro commerciale al tasso di criminalità. Stesso concetto (noi mettiamo i dati voi li usate) per Apps4America, premio lanciato dalla Sunlight Foundation. Ha vinto Filibusted.us, applicazione che consente di smascherare i più incalliti ostruzionisti del Congresso americano.

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