34.7°N, 85.7°E: è il luogo più inaccessibile

logo_home_corriereRealizzata la mappa delle aree più e meno raggiungibili del mondo. Per l’Italia in cima alla lista c’è il Monte Rosa

MILANO – Il luogo più inaccessibile del mondo si trova sull’altipiano del Tibet. Non ha un nome ma, se proprio volete raggiungerlo, potete inserire le seguenti coordinate sul vostro navigatore satellitare: 34.7°N, 85.7°E. Dopodiché preparatevi a un lungo viaggio. Da Lhasa o Korla, gli agglomerati più vicini sufficientemente abitati da meritarsi il nome di città, ci vogliono tre settimane. Per la precisione, un giorno di macchina e venti a piedi in un percorso che l’altitudine (5.200 metri) e un terreno non propriamente liscio sconsigliano ai viaggiatori inesperti o poco in forma. Nel caso siate temerari, buona fortuna. Se invece non avete velleità da turisti estremi, potete divertirvi a trovare altri luoghi egualmente difficili da raggiungere sulle mappe messe a punto dai ricercatori del Joint Research Center dell’Unione europea che valutano, appunto, l’accessibilità delle varie aree della terra.

ADDIO ISOLAMENTO – Gli scienziati del centro (che ha sede in Italia, a Ispra in provincia di Varese) hanno infatti elaborato una serie di cartine geografiche che danno un’idea di quanto siano remoti i differenti luoghi del globo sulla base di un concetto molto semplice: quanto ci vuole ad arrivarci a partire dalla più vicina città di almeno 50 mila abitanti? Pubblicate sul World Development Report 2009 della Banca Mondiale e riprese dal «New Scientist», queste rappresentazioni visuali offrono una prospettiva che non stupisce: nel nostro mondo globalizzato di selvaggio e misterioso resta poco. Per esempio, ci dicono le cartine, meno del 10 per cento delle aree del mondo si trova a più di 48 ore di viaggio via terra dalla città più prossima. Due giorni, insomma e addio sudato isolamento. Ma per gli amanti della solitudine le brutte notizie non sono finite qui. Anche i luoghi solitamente ritenuti più inaccessibili non lo sono più così tanto. In Amazzonia, per esempio, l’estesa rete fluviale e il crescente numero di strade ha ridotto al 20 per cento la superficie che dista più di due giornate dal centro urbano più vicino. Tanto vale, se progettate un viaggio lontano dalla civiltà, andare in Quebec, il cui territorio, dal punto di vista dell’accessibilità, offre una proporzione simile e anche meno zanzare. Nel complesso, più di metà della popolazione mondiale vive a meno di un’ora da una città. «L’aspetto più drammatico di questa mappa è che rivela quante poche zone del mondo possono ancora essere considerate remote» ci racconta Andrew Nelson, uno degli autori delle mappe.

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