Il G8 dichiara guerra ai pirati

In agenda non c’è. Almeno esplicitamente. Ma dietro le formule di rito, buone per le dichiarazioni pubbliche, quella che si sta preparando al prossimo G8, di scena in Giappone dal 7 al 9 luglio, è una vera e propria campagna internazionale contro la pirateria, un piano globale che potrebbe avere conseguenze spiacevoli per chi usa la rete per condividere risorse.

A denunciare lo scenario è l’autorevole New Scientist (ripreso da CustomPc) che racconta come il giro di vite repressivo si nasconda tra le pieghe dell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (Acta), un trattato internazionale contro la contraffazione proposto per la prima volta nel 2007 e la cui stesura procede speditamente.

Se approvato, il trattato – che coinvolge Stati Uniti, Commissione europea, Svizzera, Australia e Giappone – cambierà il modo in cui la legge tratta i “pirati”. E non in meglio: “chiunque offra materiale protetto da copyright su internet o lo scarica – spiega il periodico scientifico – può essere considerato un criminale e disconnesso forzatamente dalla rete.

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