Dispositivi alla conquista della terra di mezzo

testata_fem_180.gifAgli estremi, il pianeta della tecnologia mobile è semplice. Da un lato ci sono i telefonini. Dall’altro i computer portatili. Due categorie di prodotti con funzionalità sempre più complesse, ma dalle finalità ancora chiaramente riconoscibili. I problemi sorgono quando si comincia a esplorare la terra di mezzo, una giungla dove proliferano specie ibride che giocano con funzioni e dimensioni alla ricerca di nuove nicchie per sfuggire ai margini declinanti dei segmenti più saturi. Smartphone, palmari, Ultra Mobile Pc (UMPC), Mobile Internet Devices (MID) sono solo alcune delle specie non troppo definite che abitano questo mondo. Una gran confusione in cui è facile perdersi. Eppure è proprio in questo territorio dai confini incerti, dove i tassonomi hi-tech sono sempre al lavoro, che bisogna guardare per vedere alcune delle più interessanti evoluzioni della tecnologia di consumo nel suo inseguimento della mobilità.

E’ qui che il 29 giugno prossimo farà il suo esordio negli Stati Uniti il gadget più atteso di questa prima metà del 2007: l’iPhone, il primo telefonino di casa Apple. Presentato 6 mesi fa e atteso da più di un anno, del gadget della Mela si sa pressoché tutto: prezzo tra i 500 e i 600 dollari, memoria capiente (4 o 8 giga), fotocamera digitale, lettore multimediale, Wi-fi, sofisticato design come vuole lo stile dell’azienda di Cupertino. Ma, soprattutto, la promessa di rivoluzionare l’interazione uomo-dispositivo eliminando i tasti e puntando tutto su un grande display colorato sensibile al tocco e su icone multifunzione, in grado di svolgere compiti differenti a seconda dei contesti. Parte dai telefonini intelligenti, insomma, l’esperimento che potrebbe far fare un salto di paradigma a tutta la tecnologia di consumo.

Per sapere se l’ultima scommessa di Steve Jobs sarà vincente bisognerà dunque aspettare meno di un mese. Nel frattempo c’è chi, conoscendo il fiuto del boss di Apple, si è già affrettato a copiarlo. E, almeno in Europa, a precederlo. Si tratta di HTC, produttore di Taiwan, che ha già lanciato in Gran Bretagna HTC Touch, un dispositivo molto simile all’iPhone per disegno e filosofia. Anche in questo caso, infatti, la presenza di fotocamera, Wi-fi e altre caratteristiche d’avanguardia sono oscurate dalla scelta radicale della rinuncia ai tasti in favore del touchscreen. Quella dell’azienda della Cina insulare è una mossa d’anticipo. Il telefonino intelligente asiatico arriverà infatti nel resto d’Europa entro la fine di giugno con l’obiettivo di rosicchiare un po’ di mercato all’iPhone che non sbarcherà nel Vecchio continente prima dell’autunno.

Ma la terra di mezzo tra cellulari e portatili non offre solo telefonini dall’alto quoziente intellettivo. Anzi, ospita una serie di creature che con questi stanno sviluppando rapporti originali. Una classe di prodotti che si è fatta recentemente più popolosa è, per esempio, quella dei cosiddetti Ultra Mobile Pc, computer abbastanza piccoli da stare in una tasca (capiente) ma abbastanza grandi da presentare una tastiera funzionale. In questo segmento, in cui si sono già gettati giganti del calibro di Samsung, Sony e Nokia, ha fatto recentemente il suo esordio Palm con un dispositivo chiamato Foleo che, con una curiosa inversione delle priorità, è forse il primo computer concepito per essere al servizio di un telefonino. Presentato come il compagno ideale degli smartphone, ai quali garantisce agevole sincronizzazione, Foleo desidera infatti fornire una più confortevole gestione della posta elettronica a quei 200 milioni di individui che nel 2010, secondo Radicati Group, avranno un account e-mail wireless.

Gli alfieri dei computer ultra-mobili guardano dunque al futuro. Partono dai nuovi bisogni degli utenti (come quello di avere l’e-mail sempre con sé) per sperimentare gadget che garantiscano maggiore agio nella gestione della posta e nella navigazione (grazie a tastiere di dimensioni accettabili) senza sacrificare la mobilità. Resta da vedere se il buon senso del ragionamento servirà anche a conquistare un mercato. Davvero gli utenti cercano un compagno per il loro smartphone? Senza contare, fanno notare i critici, che le dimensioni non sono sempre così limitate come dovrebbero e le batterie costituiscono sempre un problema annoso. Sarà anche per questo che, fino ad ora, gli Ultra Mobile Pc non sono neanche entrati nelle statistiche di vendita del settore. E, per adesso, devono accontentarsi di essere una delle specie più interessanti da osservare per capire in quale direzione va l’evoluzione dell’hi-tech.

Raffaele Mastrolonardo

(Pubblicato su Finanza & Mercati, 9 giugno 2007)

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