Drm, un’antipatia che cresce

testata_fem_180.gifSono in tanti a non poterne più. Lo dicono in pubblico, minacciano di abbandonarli, lavorano a licenze che li mettono al bando. È il partito, sempre più numeroso, degli anti-Drm (acrostico di Digital rights management), tecnologie che limitano ciò che l’utente può fare o non fare di un prodotto digitale. Mettendo un limite al numero di copie di un file, per esempio, o impedendone l’apertura dopo un certo periodo di tempo, oppure chiudendolo a chiave all’interno di un determinato dispositivo.

Diffusi su impulso delle case discografiche e delle major di Hollywood terrorizzate dalla pirateria, negli ultimi tempi questi sistemi hanno subito più di un colpo. Segno, affermano i difensori della libertà di circolazione dell’ingegno umano, che il mondo è pronto ad abbracciare modelli di diffusione della cultura differenti da quelli sviluppati per proteggere il business dei big dell’intrattenimento.L’ultima stilettata ai famigerati Drm è arrivata da Creative Commons (Cc), l’associazione promossa dal guru del diritto digitale Lawrence Lessig per incentivare forme alternative di tutela del diritto d’autore. Licenze elastiche che permettono al creatore di decidere in modo flessibile e modulare l’uso che può essere fatto della sua opera. Nella versione 3, appena rilasciata, non trova posto la possibilità, richiesta da alcuni nel corso delle discussioni pubbliche, di poter associare, a determinate condizioni, le licenze Cc a opere protette da Drm.

“Le Creative commons non possono riferirsi a prodotti che fanno uso di tecnologie che limitano la distribuzione. Questo è affermato esplicitamente”, spiega Juan Carlos De Martin, responsabile italiano di Cc. “La versione più recente ribadisce questa scelta anche di fronte a sollecitazioni in senso contrario”. Una posizione, per la verità, sempre più influente e diffusa, se è vero che a giugno 2006 si contavano ben 150 milioni di pagine web con contenuti protetti da licenze Cc.

La direzione di marcia già imboccata da Lessig e soci è la stessa che prenderà la Free software foundation, l’associazione fondata da Richard Stallman per promuovere il software libero. Nella versione 3 della Gnu public licence (Gpl), la più popolare licenza con cui sono diffusi i programmi non proprietari e attualmente in fase di discussione pubblica, saranno espressamente banditi i Drm. “Con Gpl 3 vogliamo chiarire che non siamo disposti a lasciare gli utenti di software libero indifesi nei confronti di chi vuole sfruttare il lavoro dei programmatori per cancellare dei diritti. Perché è questo che i Drm fanno impedendo la libera modifica dei programmi”, racconta Stefano Maffulli, coordinatore di Fsf Europa e Italia.

Ma se Cc e Fsf appartengono al campo libertario e il loro atteggiamento può sembrare scontato, il fronte anti-Drm ha trovato recentemente insospettabili alleati. Primo fra tutti Steve Jobs. All’inizio di febbraio, il boss di Apple si è spinto fino a immaginare pubblicamente “un mondo in cui ogni negozio online vende musica libera dai Drm”. Un universo, secondo mister Mela morsicata, che dovrebbe essere accettato anche dalle major del disco semplicemente perché questi sistemi non “hanno funzionato e potrebbero non funzionare mai per fermare la pirateria”. E dal fronte dei produttori, formalmente compatto, cominciano a sentirsi i primi scricchiolii. Emi e Sony, seppur in dichiarazioni non ufficiali, hanno già aperto all’ipotesi di musica venduta senza protezione. Ulteriore segno che i Drm stanno perdendo fascino. Da qualsiasi punto di vista li si guardi.

Raffaele Mastrolonardo

(Apparso su Finanza & Mercati 3 marzo 2007)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...