Wikipedia, fu vera crisi?

nohat-logo-nowords-bgwhite-200px.jpgChe ne sarà di Wikipedia? Il futuro dell’enciclopedia online più popolare del pianeta è oggetto di un’intensa discussione. All’origine di tutto, una frase attribuita a Florence Devourad, presidente della Wikipedia Foundation, che avrebbe messo in dubbio la sopravvivenza dell’iniziativa in caso non fossero arrivati in breve tempo soldi freschi.

Come spiega blogs4biz, tuttavia, non c’è da temere: l’esistenza di Wikipedia non è a rischio. I soldi richiesti servono infatti per la “crescita ed il possente adeguamento strutturale che tale crescita esige”. Resta comunque utile, come fa notare Ubik, interrogarsi sulla sostenibilità “di tutti quei prodotti editoriali che si basano sull’effetto rete a prescindere se basati sul volontariato, come ad esempio i blog, o impostati come forme di nanopublishing”.

Neanche il tempo per i fan (come chi scrive) di tirare un sospiro di sollievo che sulla creatura di Jimmy Wales arriva un altro colpo. Slashdot segnala infatti un saggio (che compare all’interno di Wikipedia ma è cosa differente rispetto alle voci vere e proprie dell’eciclopedia) che si interroga sull’incapacità dell’impresa di essere all’altezza della sua missione.

Intitolato Wikipedia is failing, il contributo fa notare come, almeno nell’edizione inglese, gli articoli di alta qualità (giudicati secondo il sistema di valutazione interno) siano una percentuale minima: il “99,8 per cento di tutti gli articoli su Wikipedia non sono considerate ben scritti, verificabili o vasti o esaustivi”. Il giudizio, alla luce di 6 anni di lavoro e oltre 1 milione e mezzo di voci, è drastico: fallimento. Ovviamente, si tratta solo di un’opinione. E altrettanto ovviamente, come da costume di Wikipedia, il dibattitto è intenso.

If Wikipedia just aimed to be a social site where people with similar interests could come together and write articles about anything they liked, it would certainly be succeeding. However, its stated aim is to be an encyclopaedia, and not just that but an encyclopaedia of the highest quality. Six years of work has resulted in 3,000 articles of good or excellent quality, at which rate it will take many decades to produce the quantity of good or excellent articles found in traditional reference works. Almost 1.6 million articles are mediocre to poor to appalling in quality.

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