La commissione europea “minaccia YouTube”

logo_home_corriere.gifLONDRA – La proposta di revisione della direttiva «Televisione senza frontiere» del 1989 da parte della Commissione europea non smette di suscitare perplessità e polemiche. A lamentarsi, questa volta, non sono le associazioni dei consumatori che temono il rilassamento delle regole sulla pubblicità che permetterebbe alle emittenti di trasmettere gli spot quando preferiscono.

Sul piede di guerra ci sono ora gli internet provider e tutti coloro che sono interessati al business dei contenuti virtuali. Focolaio della protesta, ancora una volta, la Gran Bretagna. Nel Paese più euroscettico del continente la proposta del Commissario Viviane Reding, che estende il concetto di emittente anche a servizi che offrono video on demand e videoclip sul cellulare, è vista come un ostacolo allo sviluppo del mercato audiovisivo digitale. E, aspetto non secondario, come una minaccia alla libertà di espressione dei milioni di utenti che si dilettano su internet con le immagini in movimento.

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