Giornalismo a rete: una definizione

Una delle espressioni che vanno attualmente più di moda tra quelli che si occupano dell’evoluzione del giornalismo ai tempi della rete è networked journalism. L’ha inventata Jeff Jarvis che di queste cose si occupa quasi a tempo pieno ed è una specie di autorità in materia. Oggi Jeff ha deciso di offrirci una definizione più precisa della sua nuova creatura. Ne riporto qui di seguito una parte:

“il giornalismo deve diventare collaborativo a tanti livelli. I media giornalistici dovrebbero imparare a puntare sui cittadini per ricevere aiuto su storie di largo respiro […], a un livello individuale (cittadini che contribuiscono agli sforzi della testata), e come network (testate che supportano gli sforzi dei cittadini con promozione di contenuti, educazione, compensi). Il gioralismo diventerà collaborativo non solo a questo livello in cui si legano professionisti e dilettanti, ma anche al livello dei soli professionisti (non possiamo permetterci di inviare i nostri reporter per coprere alcune storie solo per soddisfare il nostro ego ma possiamo invece linkare e consegnare ai nostri lettori […] il meglio di altre testate)”.

C’è già chi si è mosso in questa direzione. Come Newassignment.net (a cui Jarvis collabora) di cui ho scritto recentemente su Chips&Salsa, inserto tecnologico del manifesto.

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