Mac vince, i quotidiani perdono

McEnroeIl trionfo di McEnroe nel sondaggio di Repubblica è una buona notizia per gli appasionati di tennis. Un po’ meno, forse, per i quotidiani. Che un’altra volta confermano di essere letti in maggioranza da persone oltre i 35. La maggioranza dei votanti al sondaggio, come rileva anche il maestro Gianni Clerici nel suo articolo, appartiene evidentemente alla generazione del ’68. O a quelli, come me, che sono stati adolescenti negli anni ’80, quando non c’era ancora la PayTv. Quelli che quando pensano al tennis hanno in mente Mac, Borg, Connors, Lendl.

I più giovani, da parte loro, continuano a fuggire i giornali, anche (seppur in misura minore) nella loro versione online. D’altronde, come dice l’Economist, “da quando i ragazzi britannici tra i 15 e i 24 anni hanno scoperto la rete passano quasi il 30% in meno del loro tempo a leggere”. E’ anche per questo, per inseguire il sogno di tutti i pubblicitari, la categoria demografica tra i 18 e i 34 anni, che Rupert Murdoch ha appena lanciato un nuovo quotidiano gratuito a Londra, thelondonpaper.

Come racconta Stefano Hatfield, direttore del nuovo freepress, “questa generazione non ha mai sviluppato un’abitudine ai giornali. Diversamente dai loro parenti, non sono mai entrati in una relazione duratura con un determinato quotidiano. Hanno invece la tendenza a trovare le notizia su varie fonti, in particolare da Internet”.

La ricetta di thelondonpaper, secondo Forbes, è semplice: intrattenimento, gossip, 6 pagine di sport, tendenze. Poca politica, poche news estere. E tanti indirizzi e-mail.

5 thoughts on “Mac vince, i quotidiani perdono

  1. ‘Quelli che quando pensano al tennis hanno in mente Mac, Borg, Connors, Lendl…..’
    io infatti ho votato jimbo, ma era chiaro fin da subito che avrebbe vinto mac. il lettore di repubblica online è certamente over 30 e chi partecipa ai sondaggi (come me) è pure un over 30 nostalgico…se clerici avesse messo panatta nei 10 probabilmente avrebbe vinto.
    ah ecco dimenticavo su amazon per 20 euro ti porti via la leggendaria finale di wimbledon dell’84 tra mac e jimbo…quell’anno i celtics vinsero il titolo…il loro penultimo a proposito di nostalgia.

  2. la ricetta di TheLondonPaper non piacerà a molti ma a me sembra valida, se si eccettua l’assenza di news estere. a me sembra che a un giovane interessi di + leggere di cosa succede in Africa o in Medio Orinte che l’intervista all’equivalente inglese di Mastella o Schifani. ma forse me lo auguro solo e non è davvero così

  3. Sono d’accordo con te, dadino. Anche a me non dispiace. Il problema, missà, è che ai gggiovani non interessa leggere di Schifani e Mastella ma, evidentemente, nemmeno di quello che accade in Africa o in Medio Oriente o nei Balcani. Almeno così credono Murdoch e l’Economist quando dice che i quotidiani devono puntare molto di più sul locale.

  4. Mac è unico e non ha tempo.
    Ci sono personaggi che piacciono a tutte le generazione in qualunque ambito.
    Totò per esempio piace anche a chi non era ancora nato(come mè) quando era all’apice del successo.
    Saluti.

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