Il materialismo della coda lunga

long tail

Appena finito The Long Tail di Chris Anderson, direttore di Wired. La cosa che più mi colpisce (ne parlo più diffusamente giovedì sul manifesto) è il sano materialismo di Anderson. Che non si limita a raccontarci come sta cambiando il mondo ma ci spiega anche perchè è stato così fino ad ora in ragione di un determinato modello economico che influenza non solo il business ma anche la cultura.

La nostra ossessione per le star del cinema, per gli stipendi degli atleti e degli attori è figlia, secondo Aderson, di un’economia concentrata sui best seller e sui blockbuster che guarda solo alla cima della curva della produzione, trascurando tutto il resto. E non potrebbe essere che così, viste le condizioni di scarsità imposte dal mondo fisico (spazio limitato negli scaffali, numero ridotto di sale cinematografiche, frequenze radio non infinite, etc.) che producono un modello economico di questo tipo: per realizzare profitti bisogna concentrarsi sulle hit (solo i film che fanno più soldi arrivano nelle sale, solo i cd che vendono di più trovano posto sugli scaffali dei negozi, etc.).

Internet, portando in alcuni settori un’economia dell’abbondanza (spazio infinto, costi di distribuzione ridotti, fine della tirannia geografica) sta trasformando non solo i modelli di business ma anche la cultura che ne discende. Rendendola più democratica. Anderson può avere ragione o può avere torto. Ma il piacere che dà un’analisi materialistica del mondo me l’ero quasi dimenticato. E questo merito, al suo libro, non glielo toglie nessuno.

5 thoughts on “Il materialismo della coda lunga

  1. …si più democratica.
    ma, come si dice, a volte il troppo stroppia.
    vedi: the paradox of choice – why more is less (barry schwartz). confesso: ho solo letto la recensione oggi su un quotidiano.

  2. vero. ma in the long tail chris anderson critica esplicitamente the paradox of choice – why more is less. sostiene che il problema non è tanto l’eccesso di scelta. quanto la mancanza, almeno negli esperimenti a cui barry schwartz fa riferimento, di sistemi di raccomandazione o di filtri che permettano all’utente di orientarsi nella grande quantità di informazioni.

  3. Ancora sulla coda lunga: una recensione (mia) « mastroblog

  4. Se il contesto val più del contenuto « mastroblog

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