mastroblog

7 Novembre , 2007

Alla destra ciò che è della destra…

Archiviato in: Uncategorized — Tag: — raffaele @ 9:48 am

Sempre a proposito di  svolte culturali.

” ‘Per dovere di cronaca’, Lucia Annunziata apre a sorpresa la puntata-intervista di ‘In mezz’ora’ con Gianfranco Fini rivelando che prima di entrare in studio il leader di An è stato fermato e applaudito dal pubblico dei programmi domenicali Rai (ma anche da dipendenti9 che sostavano fuori. Per lui, strette di mano e richieste di autografi”, (Repubblica, 5 novembre 2006)

“Inseguire la destra sul piano della repressione è come la corsa di Achille e la tartaruga: loro stanno sempre un po’ più in là, un po’ oltre. Più parliamo il loro linguaggio, più facciamo propaganda alle loro idee, più gli prepariamo la rivincita”, (Alessandro Portelli, il manifesto, 6 novembre 2007).

“Il sindaco sceriffo delude. Sette bolognesi su dieci condividono “poco o nulla” i provvedimenti della giunta Cofferati sulla sicurezza in città cioè sul tema che proprio l sindaco di Bologna ha portato prepotentemente al primo posto, ingaggiando una forte polemica con la Questura. L’allarme sicurezza si trasforma in un boomerang: secondo un sondaggio Repubblica-Opr marketing, 43 bolognesi su 100, mai così tanti, sono preoccupati per la vivibilità della città. [...] Ma le contromisure del sindaco, che rivendica più poteri di ordine pubblico, non trovano apprezzamento: per il 48 per cento degli intervistati deve essere il questore il primo responsabile della loro sicurezza. La credibilità del sindaco ne risente: la fiducia in lui scende ai minimi storici, 44 per cento, nove punti in meno di un anno fa, per la prima volta sotto la metà” (Repubblica, 21 ottobre 2007).

31 Ottobre , 2007

Né di destra né di sinistra?

Archiviato in: Editorialisti, giornalismo — Tag:, , — raffaele @ 10:08 am

Si dice sempre più spesso che la sicurezza non ha colore politico e dovrebbe essere garantita da governi di qualsiasi segno: non é né di destra né di sinistra. Me lo ha ripetuto ancora recentemente un amico che stimo assai in una discussione politica via e-mail. Lo ha ribadito oggi Massimo Giannini su Repubblica in un commento all’approvazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Personalmente, ho i miei dubbi. A cominciare dal fatto che gli assertori della neutralità politica della sicurezza (come il mio amico e Giannini) sono invariabilmente di sinistra. E che di solito queste persone si rivolgono ad altri individui della propria parte politica, per invitarli a fare un grande passo, a sfatare un tabù (non a caso il commento di Giannini si intitola “Il tabù infranto della sinistra”). Esprimendo l’idea che ci voglia un cambiamento radicale, fanno cioè riferimento implicito a uno stato di cose che non è per nulla neutrale.

Ma se è così, allora, dietro l’apparenza salomonica, il concetto “la sicurezza non è né di destra né di sinistra” esprime proprio l’opposto: afferma – mentre lo nega - che la sicurezza è sempre stata di destra ed è ancora (altrimenti non ci sarebbe bisogno di negarlo) di destra. In questo modo spera, ripetendo ossessivamente lo slogan di cui sopra e altri analoghi, di invertire questo dato di fatto, di indurre un cambiamento: farla diventare (anche) di sinistra.

Ma è davvero possibile? Si può a furia di furia negare (seppure ambiguamente) il segno politico tradizionalmente attaccato a un concetto cambiarlo nel suo opposto? O non sarà invece che i cittadini continueranno pensare, più o meno consciamente, che il tema è di destra, e che la sinistra può anche appropriarsene quanto vuole ma è arrivata tardi. Che, per quanto faccia, comunque avevano ragione loro, quelli di destra che l’hanno capito molto prima e che, comunque, avranno buon gioco nello scavalcare a destra i neoconvertiti alla sicurezza.

Insomma - per quanto valga il mio parere, cioè nulla - mi riesce difficile pensare che appropriarsi di un concetto, di un tema e di una bandiera della parte politica opposta sia una “svolta culturale”, come dice Giannini.

A meno che non si pensi che la distinzione destra-sinistra non esista più. Nel qual caso però, anche lo slogan da cui siamo partiti è inutile.

PS: sul primo numero della rivista del Pd vedo che c’è un saggio di George Lakoff che queste cose le spiega certamente meglio me. Insomma, forse, qualcosa si muove…

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