Buone notizie. O quasi.
Ci sono gesti che contano più di altri. Perché oltre ad essere del tutto concreti hanno una forte carica simbolica. Perché sono pieni di coraggio, vanno contro lo status quo e il pensiero dominante. Inoltre, il che non guasta, sono buone notizie.
Nelle ultime settimane, leggendo i giornali, mi pare di averne incontrati due di questi gesti.
Il primo è quello compiuto da Enzo Rossi, imprenditore di Ascoli Piceno, che, dopo avere vissuto un mese con lo stipendio dei suoi operai, ha deciso di aumentare i salari dei dipendenti. Si è reso conto, in prima persona, che con i precedenti compensi una persona normale non arriva alla fine del mese.
Il secondo, forse ancora più coraggioso e simbolico dati i tempi, è la decisione di don Aldo Danieli, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta di Pozzuano Veneto. Da più di un anno, il prete ha messo l’oratorio della sua chiesa a disposzone dei musulmani per la preghiera del venerdì. Un gesto così forte - e, mi vien da di dire, cristianamente dirompente - contro cui si sono scagliati i leghisti locali, passati da cultori dei riti celtici e devoti del dio Po a paladini del cattolicesimo romano. Le urla dei seguaci di Bossi (e di Bossi in persona) hanno ottenuto, dopo la pubblicazione della notizia sulle pagine nazionali di Repubblica, l’intervento censorio della diocesi di Treviso.
