Giornali smemorati

Come cambiano le redazioni e il lavoro del reporter. Un’indagine sulla stampa Usa ai tempi di Internet.

Dove stanno andando i quotidiani? Domanda da 1 milione di dollari se persino Arthur Sulzberger, Jr, editore del New York Times, lo scorso anno ha affermato di non sapere se, di qui a un lustro, il suo giornale uscirà ancora in formato cartaceo. Eppure, nonostante la difficoltà, c’è chi prova a porsi il quesito e dare risposte documentate senza cedere al pessimismo catastrofista che circonda la sorte del più novecentesco dei medium di massa.

Tra questi arditi c’è il Center for excellence in journalism, meritoria organizzazione che ogni anno realizza il fondamentale State of the news media e che ha appena pubblicato lo studio The changing newsroom (La redazione in trasformazione). La ricerca, basata su interviste nelle redazioni di quotidiani di 15 differenti città americane e su un sondaggio a cui hanno risposto rappresentanti di 259 testate, è probabilmente il tentativo più compiuto e sistematico effettuato finora di fotografare il cambiamento di dna che sta velocemente modificando la natura dei giornali Usa. Mutamento di risorse, di contenuti, di formati e composizione anagrafica dei reporter che conduce inevitabilmente a una nuova specie di giornalismo: più rapido ma troppo ripiegato sul presente, molto focalizzato sul locale ma con meno ambizioni, più multimediale ma meno accurato. Continua a leggere