Raffaele Mastrolonardo's

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Assalto legale a Pirate Bay

In articoli, il manifesto on 18 Aprile , 2009 at 11:29 am

manifesto

La sentenza dei giudici svedesi condanna al carcere i fondatori del popolare sito di peer to peer. Quattro anni di prigione e quasi quattro milioni di risarcimento per «favoreggiamento» del download illegale. Un pericoloso precedente per gli internauti europei…

Un totale di 4 anni di carcere e 3 milioni e 620 mila dollari di multa (2 milioni e 776 mila euro). E’ questa la condanna per i fondatori del popolare sito The Pirate Bay in quello che, dopo la vicenda di Napster nel 2001, è diventato il più celebre processo nella lotta alla cosiddetta pirateria digitale. I giudici svedesi hanno riconosciuto i quattro imputati colpevoli di «assistenza nel rendere disponibili contenuti protetti da copyright». In pratica “favoreggiamento” del download illegale. La decisione della corte accoglie di fatto le richieste dell’accusa, un consorzio che mette insieme il gotha dell’industria dell’intrattenimento, a cui regala una vittoria molto significativa, almeno dal punto dell’immagine.

Secondo i giudici svedesi, Peter Sunde, Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Carl Lundström risultano infatti colpevoli di avere agevolato la violazione delle norme sul copyright nonostante i server del sito non ospitino alcun tipo di contenuto digitale. Sì perché The Pirate Bay, funziona come motore di ricerca di “torrents”, file che si prestano ad essere scaricati e condivisi attraverso un efficace protocollo peer-to-peer (p2p) chiamato BitTorrent. In pratica, il servizio fornisce migliaia di link a film, episodi di serie televisive, canzoni e giochi. Questo ruolo di mero intermediario non ha però “salvato” gli imputati, un fatto che rischia di aprire problematiche ripercussioni per tutti i servizi che aiutano gli utenti a trovare risorse online.

«Google potrebbe essere ritenuto responsabile quando fornisce link a contenuti che non sono stati liberati dal copyright?», si è chiesto sul suo blog personale Mark Mulligan, che segue l’evoluzione del business della musica digitale per Forrester Research, società di analisi di mercato. Analoga preoccupazione esprimono altri soggetti dell’ecosistema della rete. «Il rischio è che qualcuno  approfitti di questa sentenza per chiedere ancora più forte che i fornitori di connettività siano considerati responsabili del traffico in transito e potenziali favoreggiatori di attività illegali», spiega  al manifesto Dino Bortolotto, presidente di Assoprovider, associazione di aziende che forniscono servizi internet. Read the rest of this entry »

Sommario Chips&Salsa – 28 febbraio 2008

In chips&salsa, il manifesto on 28 Febbraio , 2008 at 8:00 am

Oggi, come ogni giovedì, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto.

Ecco di che cosa si parla:

Hollywood e la via del web, Raffaele Mastrolonardo

Negli Stati Uniti gli incassi al botteghino sono fermi, e nel 2007 i proventi dei dvd (che valgono più del doppio di quelli dei biglietti nelle sale) sono calati per la prima volta in 8 anni. Nel frattempo, i grandi canali televisivi puntano sui reality e l’ultima speranza del settore, i dischi ad alta definizione, è ancora a un livello di diffusione embrionale. Che fare allora? L’Economist ha un suggerimento: prendere sul serio internet

L’invasione degli ultra-piccoli, Carola Frediani

Le nanotecnologie riempiono i negozi ma poco si sa dei loro rischi. In Europa e in America i ricercatori si interrogano sulle possibili conseguenze della manipolazione della materia a livello atomico. E mentre Bruxelles fa i primi passi, i consumatori restano perlopiù inconsapevoli.

La via bolivariana alla società dell’informazione, Marco Trotta

Software libero e sovranità nazionale sulle tecnologie. In Venezuela il socialismo passa anche dalla rivoluzione digitale. Senza dimenticare la lezione di Allende.

E a Genova si alleva il robot open source, Alessandra Carboni

Piccolo e sofisticato, italiano e “aperto”, iCub sta crescendo nei laboratori dell’Iit del capoluogo ligure. Progettato per non smettere di imparare, punta tutto sulla condivisione per sconfiggere i ricchi colossi del settore.

Apro o non apro? Il dilemma di Microsoft, Raffaele Mastrolonardo

Il colosso del software annuncia: programmi più aperti e interoperabilità. Il mondo open è scettico, la Ue pure. Ma qualcosa, in fondo, è davvero cambiato.

E ancora:

MEDIA – In diretta sul peer-to-peer, Gabriele De Palma

VERSO IL 13 APRILE – Il web ti dice chi vince, Valentina Tubino

COMUNICAZIONE – La presentazione diventa minimal, Marina Rossi