(Da gli argomenti umani, n. 6/7, giugno/luglio 2001)
Il confronto tra gli Stati Uniti e l’Europa è diventato in questi ultimi anni un topos con cui editorialisti, economisti, imprenditori, politici e grandi istituzioni internazionali hanno cercato di giustificare e promuovere determinate trasformazioni della società europea. In questo confronto da una parte sono esaltati gli Stati Uniti e quelli che vengono individuati come i fattori del loro successo economico, dall’altra sono criticati ritardi e debolezze dell’Europa, attribuiti ad un welfare dispendioso, all’eccessiva spesa per le pensioni e ad una vaga mancanza di flessibilità. Sulla base di questa rappresentazione della realtà, all’Europa è così raccomandato un programma di tagli, privatizzazioni, flessibilità e riforme.