Raffaele Mastrolonardo's

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L’Europa? Non è unita nemmeno sul web

In Corriere della sera.it, articoli on 21 Novembre , 2009 at 12:58 pm

Una mappa fotografa la discussione politica europea online. Ancora pochi i contatti tra le varie comunità. Italia la più isolata

BARCELLONA – L’Europa sarà anche unita a livello istituzionale, ma per quanto riguarda la percezione politica dei cittadini, c’è ancora molto lavoro da fare. Nella realtà, ma anche sul web. Almeno questo è il verdetto emesso da una ricerca condotta su un campione selezionato di 10 mila siti politici in Francia, Germania, Italia e Olanda. Il risultato dell’indagine, realizzata da linkfluence, azienda specializzata in ricerche di mercato sui media sociali, è una mappa che fotografa le comunità politiche sul web del continente costruita analizzando la rete di collegamenti tra i vari siti.

UNITI MA DIVISI - Il quadro che emerge descrive un dibattito politico sull’Europa che continua a crescere, ma riproduce sul web i tradizionali confini fisici. Le aggregazioni di siti si compongono seguendo linee linguistiche, con poche intersezioni tra le varie comunità, che continuano, per lo più, a parlare a se stesse: i francesi con i francesi, i tedeschi con i tedeschi. Nella generale tendenza alla separazione, la sorpresa viene proprio dai soggetti che non ti aspetti, i gruppi di euroscettici, quelli che, per ideologia, sembrerebbero meno inclini alla contaminazione. E invece, secondo la ricerca, sono proprio i siti e i blog che esprimono posizioni contro l’Unione europea ad avere maggiori legami transnazionali attraverso reti parallele a quelle degli altri gruppi.

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Città in cerca di amici – Reggio Emilia

In articoli, chips&salsa, il manifesto on 16 Marzo , 2009 at 7:00 am

manifestoTra Facebook, MySpace e YouTube i comuni italiani “giocano” con il web sociale. Chi cerca canali di contatto con i cittadini, chi raccoglie la sfida delle organizzazioni reticolari di Manuel Castells, chi usa la rete per sviluppare capitale sociale. E’ il caso di Reggio Emilia.

Ci sono tanti modi per sfruttare le potenzialità dell’economia della conoscenza. E alcuni sono abbastanza inconsueti. Come i social network. Sì, proprio le piattaforme tipo Facebook o MySpace, molto di moda di questi tempi ma spesso considerate roba da adolescenti o passatempi per impiegati annoiati. C’è chi crede, invece, possano diventare un veicolo importante per aiutare una città a proiettarsi nella società dell’immateriale e coglierne le opportunità economiche.

A Reggio Emilia, per esempio, sono convinti che l’interazione online sia uno strumento per creare il cosiddetto “capitale sociale”, quel tessuto di relazioni e fiducia che è il nutrimento di una comunità che funziona, e facilitare lo scambio di relazioni tra i talenti. Due fattori, lo insegna tanta letteratura sociologica recente, indispensabili per un territorio che voglia davvero puntare sulla knowledge economy.

Non a caso, proprio in questi giorni la città del tricolore ha aperto una pagina su Facebook e un canale su YouTube. Il primo per instaurare dei flussi di discussione e confronto con i cittadini su temi specifici (si inizierà con i quartieri, la mobilità, il sociale e i parchi). Il secondo con l’intenzione di raccontare attraverso le immagini in movimento la città e le sue storie, aprendosi nel tempo ai contributi dei cittadini.

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Il web 2.0 e la sfida per le amministrazioni pubbliche

In convegni on 4 Luglio , 2007 at 8:02 am

pa_web_20.jpgIl 23 maggio scorso, in occasione di ForumPa 2007, l’annuale fiera della pubblica amministrazione, ho moderato un convegno dall’ambizioso titolo “Servizi ai cittadini e amministrazioni basate sulla conoscenza. L’impatto del web 2.0 sui servizi, la costruzione e la gestione della conoscenza, l’organizzazione delle grandi amministrazioni pubbliche”.

La pagina linkata sopra riporta alcune delle presentazioni effettuate nel corso della mattinata. Qui di seguito aggiungo il mio contributo:

Le organizzazioni e il web 2.0: un’introduzione

Più che una presentazione è una mappa concettuale (è realizzata con Freemind). Spero sia sufficientemente esplicativa. Nelle intenzioni, era poco più di un’introduzione elementare al tema della giornata. Ho cercato di scomporre il fenomeno in varie dimensioni più concrete e semplici e di far capire come queste dimensioni comportino opportunità (e rischi) per le organizzazioni.

Tra le organizzazioni, ovviamente, rientrano le amministrazioni pubbliche.

Povera Italia(.it)

In Uncategorized on 22 Febbraio , 2007 at 7:17 pm

logo.gif45 milioni di investimento (7 solo per l’infrastruttura, come ha scoperto MorBlog) . Un paio d’anni di gestazione. E infine eccolo: www.italia.it, il nuovo portale nazionale del turismo. Con tanto di logo fresco di conio (valore della gara per il simbolo: 100 mila euro).

Sarà per la sfortunata coincidenza (nascere il giorno dopo le dimissioni del primo ministro non è proprio il massimo); sarà l’essere figlio di due, forse tre, governi (bandito sotto Berlusconi, preso in consegna da Rutelli e ora chissà da chi), ma la prima impressione è quella di prodotto raffazzonato. Un progetto che, nonostante il tempo che ci è voluto per vederlo nascere (la travagliata storia è ben documentata da Punto Informatico), sembra sia stato ultimato in fretta e furia, con alcuni contenuti inseriti all’ultimo momento e un po’ come veniva, giusto perché qualcuno ha deciso che non si poteva andare oltre con i tempi.

Fatto sta che al di là della scarsa ottimizzazione per Firefox (il pulsante che permette di saltare l’introduzione risulta quasi invisibile con il browser open source), del massiccio ricorso a Flash sottolineato da molti, della lentezza complessiva, quello che lascia più insoddisfatti è la qualità dei contenuti e la loro organizzazione. Read the rest of this entry »

Come ti informatizzo la pubblica amministrazione

In articoli, il manifesto on 18 Gennaio , 2007 at 6:03 pm

testpg.gifBack-office e cooperazione. Sono un’espressione inglese e una parola molto di moda di questi tempi i due assi portanti dell’e-government italiano prossimo venturo. Li ha enunciati il ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione martedì scorso a Roma presentando le sue strategie per il governo elettronico nazionale. Dopo avere disseminato indizi in convegni, norme della finanziaria, audizioni al Senato, disegni di legge e documenti vari, Luigi Nicolais ha dato così corpo e unità a una filosofia di innovazione fin qui apparsa promettente ma un po’ disorganica.

Sette linee d’azione e altrettanti obiettivi per portare, entro cinque anni, il tempo di una legislatura, “la piena informatizzazione della Pa italiana”. Sette indirizzi e due cardini, appunto, che segnano una svolta rispetto al predecessore Lucio Stanca. Se l’ex manager di Ibm aveva puntato sulla visibilità dei provvedimenti (magari a scapito della sostanza), quasi ci fosse bisogno di far toccare con mano la tecnologia agli italiani, la linea scelta dal ministro-scienziato prende una strada opposta per concentrarsi su quello che succede dietro lo sportello, il cosiddetto back-office. Read the rest of this entry »

Enti pubblici informatizzati in 5 anni

In Corriere della sera.it, articoli on 16 Gennaio , 2007 at 5:55 pm

logo_home_corriere.gifROMA – Alle volte è necessario fare un passo indietro. Serve per prendere lo slancio e spiccare il volo. È quello che cercherà di fare la Pubblica amministrazione italiana nei prossimi 5 anni seguendo le Linee strategiche per l’e-government presentate martedì a Roma dal ministro per le Riforme e l’Innovazione Luigi Nicolais.

Il passo indietro è quello effettuato rispetto al predecessore Lucio Stanca: al posto di una «tecnologizzazione» spinta e un po’ gridata ecco una maggiore attenzione a ciò che accade dietro le quinte, ai processi e alle procedure che spesso sono il vero ostacolo all’erogazione di servizi efficienti per il cittadino. Il salto in alto, che dovrebbe portare all’auspicato volo, è quello sintetizzato dalle Ali – Alleanze locali per l’innovazione – che permetteranno a 4700 piccoli comuni di usufruire e proporre servizi tecnologici in modalità associata, grazie a 30 milioni di euro di finanziamento. Con conseguente risparmio e miglioramento dell’offerta a cittadini e imprese.

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A Roma un summit per governare la rete

In Corriere della sera.it, articoli on 20 Dicembre , 2006 at 5:25 pm

logo_home_corriere.gifROMA – Quale governo per la rete? A lungo la questione è rimasta confinata in poco affollate riunioni tra specialisti. Ma con il crescere della popolazione dei navigatori, il moltiplicarsi dei servizi e l’entusiasmante protagonismo degli utenti stessi la questione sulla necessità o meno di una sorta di costituzione dell’Internet ha cominciato farsi più pressante. E a fare capolino al di fuori di convegni per iniziati.

Se ne è parlato lo scorso anno in occasione del World summit on the information society delle Nazioni Unite di Tunisi. Si è proseguito il ragionamento all’inizio di novembre presso l’Internet Governance Forum tenutosi ad Atene, dove fu proprio il governo italiano a proporre la redazione di un Carta dei diritti e dei doveri della Rete. E se ne continuerà a parlare a Roma nel maggio prossimo in una conferenza internazionale sul tema annunciata ieri dal sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi.

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e-government, Italia a rischio retrocessione

In Finanza & Mercati, articoli on 25 Novembre , 2006 at 6:53 pm

testata_fem_180.gifIl declino è un virus resistente e molto adattabile E’ dunque facile scovarlo anche al di fuori dei settori in cui viene più spesso individuato e diagnosticato. Oltre il prodotto interno lordo, oltre la perdita di quote nel commercio internazionale, la decadenza di un paese emerge spesso anche in ambiti laterali, più lontani dall’occhio dei media.

Per avere una conferma basta dare una letta a una recentissima analisi dei servizi pubblici online europei realizzata dalla società di consulenza Capgemini e prepararsi a una sensazione di deja vu: anche nell’e-government, infatti, l’Italia cresce poco, e quel che è peggio, assai meno di altri. Superato sia dal dinamismo tecnologico dei nuovi membri della Ue sia dall’incedere, meno entusiasmante ma comunque costante, di nazioni come Gran Bretagna e Francia, il nostro Paese innova poco anche in un ambito cruciale per la competitività del sistema come l’erogazione virtuale dei servizi a cittadini e imprese. Vediamo più nel dettaglio. Read the rest of this entry »

Clic e basta, troppo poco

In articoli, il manifesto on 19 Ottobre , 2006 at 7:32 pm

testpg.gif“La natura pubblica della consultazione è coerente con la natura stessa di Internet”. Così la settimana scorsa Luigi Nicolais, Ministro per l’innovazione e le riforme nella Pa, riguardo alla Consultazione sulla Governance di Internet di cui si parla qui sotto. Read the rest of this entry »

Un governo del non governo

In articoli, il manifesto on 19 Ottobre , 2006 at 7:25 pm

testpg.gifQuale governo per l’internet? Per anni la domanda è rimasta confinata in dibattiti per iniziati impegnati a disquisire di argomenti ostici alle orecchie dei più. Negli ultimi tempi, tuttavia, qualcosa è cambiato. Perché è la rete stessa ad essere mutata. A volerla fare semplice, si potrebbe dire che è una questione di volume. All’internet accede ormai più di un miliardo di persone e nei suoi tubi scorrono agglomerati di bit sempre più voluminosi e pregiati (basti pensare ai film di Hollywood). Read the rest of this entry »

Aspettando il governo mobile

In Monthly Vision, articoli on 15 Maggio , 2006 at 7:28 pm

visione_testata_1.JPGM-government, ovvero servizi erogati attraverso il cellulare. Le amministrazioni pubbliche sfruttano il dispositivo più diffuso tra gli italiani per raggiungere i cittadin. Ma il vero decollo del governo mobile dovrà passare per un cambiamento delle norme che regolano i pagamenti via telefonino. Altrimenti si rischia un altro buco nell’acqua.

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Ma non chiamatelo voto elettronico

In Monthly Vision, articoli on 15 Febbraio , 2006 at 4:09 pm

visione_testata_1.JPGItalia 2006: la tecnologia si avvicina alle elezioni. Ma non si tratta di voto elettronico. Bensì di applicazione dell’informatica al processo di scrutinio e di conteggio. In sole 4 regioni. Mentre all’estero, tra polemiche e incertezze, l’e-voting non è più un tabù

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Amministratori spalancate quel software

In Monthly Vision, articoli on 17 Ottobre , 2005 at 7:24 pm

visione_testata_1.JPGOpen source e interoperabilità nelle amministrazioni pubbliche arrivano all’anticamera del parlamento.

Grazie a un disegno di legge che media tra un estremo e l’altro del dibattito e mira a promuovere innovazione e concorrenzialità.

Con un rischio: antichi rancori e veti incrociati.

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