Raffaele Mastrolonardo's

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Sommario Chips&Salsa 21 febbraio 2008

In chips&salsa, il manifesto on 20 Febbraio , 2008 at 4:13 pm

Ritorna, dopo una settimana di pausa, dovuta a trasferta in terra catalana, il sommario di Chips&Salsa, che anche domani, come ogni giovedì, sarà in edicola con il manifesto.

Ecco di che cosa si parla:

 

Bernabé, il flan e il topolino, di Gabriele De Palma

Se il ristorante si giudica dal menù, allora lo chef Franco Bernabè ha appena iniziato a titillarci le papille gustative, presentando i primi antipasti in attesa del piano industriale, il lauto pasto di cui il sistema tlc nostrano abbisogna. Prima del piatto principale, che verrà redatto nella riunione del cda il prossimo 6 marzo, il nuovo management di Telecom Italia ha annunciato la nascita di Open Access, divisione che si occuperà della gestione della rete.

WiMax, c’è Mediaset nell’aria, Gabriele De Palma

Berlusconi vuole anche la banda larga senza fili. Dopo l’analogico e il digitale terrestre, il biscione punta alla rete. L’occasione è l’asta per le licenze WiMax, la posta in gioco pubblicità online, VoIp e tv via internet. Un monopolio senza confini?

La Casa Bianca si conquista con un click, Carola Frediani

Tonnellate di informazioni e gang criminali. L’emergenza rifiuti in salsa digitale si chiama «spam». Continuazione del mercato con altri mezzi.

Obama primo presidente internet?, Antonio Sofi

Network sociali, YouTube, remix dei contenuti. In rete vince chi riesce a trovare il giusto compromesso tra apertura e controllo della comunicazione. Come Barack.

“Niente sarà più come prima”. Parla il guru della web-politica, Antonio Sofi

 

Internet cambia il modo in cui i candidati comunicano e i cittadini partecipano. A colloquio con Joshua Levy del Personal democracy forum, che esalta la rete e critica Hillary e McCain per il loro uso sbagliato del web.

E ancora:

SOLIDARIETA’ – A spasso per lo slum virtuale, Eva Perasso

INTERROGATIVI – Bill Gates monopolista della malaria?, Marina Rossi

CENSURE – Dvd Jon libera i file, Raffaele Mastrolonardo

 

Media concentration: the Italian case-study

In articoli, english, openDemocracy on 14 Marzo , 2002 at 11:57 am

berlusconi-thumb.jpgod_anim_strap_rollover.gifSilvio Berlusconi already controls three of the four main private TV channels in Italy, but he is intent also on using patronage to dominate Rai, the public sector network. When the prime minister of a country and its most powerful media magnate are the same person, how healthy can its democracy be?

On 22 February 2002, after many arduous days of negotiation, the board of directors of Rai (Radiotelevisione Italiana), Italy’s state-run terrestrial television system, was finally appointed. That day the sixth largest economy of the planet, became an interesting case-study for media scholars and social scientists from all over the world. Italy, in fact, will give them the unique opportunity to investigate ‘in the field’ the effects on a capitalist democracy of a prime minister with control of the six biggest terrestrial television channels in the country (totaling more than 90% of the national daily audience).

Berlusconi’s handshake

It is widely known that Silvio Berlusconi, Italy’s prime minister, is the main shareholder in Mediaset, which operates three out of the country’s four private terrestrial television channels. In 2001, they attracted 43.17% of Italian television viewers. Equally widely known is the political use that Berlusconi has made of his channels.

During the 2001 election campaign, for example, Berlusconi was on the screen of Mediaset channels for 1427 minutes, compared to the 887 minutes of Francesco Rutelli, his centre-left opponent (data quoted in G. Pasquino ed., Dall’Ulivo al governo Berlusconi, il Mulino, 2002). Read the rest of this entry »