Mentre un diluvio di informazione non strutturata inonda le aziende, procede a tappe forzate il consolidamento del mercato dell’Enterprise content management.
Un mondo in ebollizione che costringe i suoi abitanti a cambiare continuamente identità.
L’approvazione di OpenDocument da parte dell’Iso segna un punto di non ritorno sulla strada di un ecosistema standardizzato per la gestione documentale, in un universo in cui la competizione si concentra più sulle applicazioni che sui formati. E mentre i governi si mettono in fila, tra i vendor c’è chi ride e chi invece fa buon viso a cattivo gioco.
M-government, ovvero servizi erogati attraverso il cellulare. Le amministrazioni pubbliche sfruttano il dispositivo più diffuso tra gli italiani per raggiungere i cittadin. Ma il vero decollo del governo mobile dovrà passare per un cambiamento delle norme che regolano i pagamenti via telefonino. Altrimenti si rischia un altro buco nell’acqua.
Chi mai l’avrebbe detto che il modello giapponese degli anni ottanta sarebbe arrivato anche nell’industria dell’immateriale?
Eppure, l’etica della partecipazione e del coinvolgimento, del sapere che fuoriesce dalle strutture monolitiche, ritorna dal passato e diventa un paradigma forte dell’hi-tech contemporaneo, imprimendo a fuoco la lettera beta nei processi di costruzione del patrimonio applicativo.
E perfino nel fare impresa (leggi l’articolo in pdf).
Per i teorici del marketing politico è lo strumento di comunicazione del nostro tempo. Nella pratica, solo un numero limitato di servitori pubblici ha scelto il diario online come mezzo per tenere i contatti con i cittadini. Un paio di governatori, che hanno messo in piedi strutture dedicate alla gestione dei rispettivi weblog. E un manipolo di sperimentatori del medium, che si arrangiano con il “fai da te”. Mentre i blogger duri e puri sono perplessi. E i consulenti politici cercano comunque di vendere il prodotto.
Spinti sul web dall’andamento incerto del mercato editoriale, i quotidiani scoprono nell’online nuovi concorrenti ma anche inediti fenomeni di produzione collettiva dell’informazione, che promettono di modificare in profondità strutture e rapporti di forza consolidati nel tempo. Offrendo nuove occasioni di business.
Tanti utenti ma poca cassa. Colossi tentacolari e aziende ultra-specializzate. Società di Rp che faticano a gestire flussi di informazione imprevedibili. E quotidiani che, messo da parte lo snobismo iniziale, cercano soluzioni per integrare giornalismo professionale e diari caserecci. Viaggio dall’altra parte dello specchio del fenomeno blog, tra chi tenta di fare soldi con il medium e chi prova a non restarne vittima.