Si chiama BNO ed è un’agenzia online che sta facendo tremare le grandi testate, arrivando sempre per prima sulle notizie che contano. A gestirla un ventenne olandese e la sua banda di amici sparsi per il mondo. Che non leggono i quotidiani. Ma sanno benissimo come muoversi tra Twitter e le altre fonti disponibili in rete
Il 6 aprile 2009, quando una scossa di terremoto fa tremare l’Aquila, la prima fonte giornalistica a dare la notizia non è l’Ansa, e nemmeno la Reuters, per non parlare della Cnn: 6 minuti dopo che la terra ha cominciato a tremare in Abruzzo la semisconosciuta agenzia BNO News, che opera prevalentemente via Twitter, è la più lesta nell’informare il mondo dell’evento. Qualche mese prima, un aereo in avaria plana sul fiume Hudson e il gotha giornalistico Usa è battuto sul tempo da questa fonte virtuale che comincia a lanciare dispacci da 140 caratteri prima ancora dell’ammaraggio. Più recentemente, in occasione del sisma di Haiti, la medesima testata web ci mette solo 7 minuti ad avvertire della catastrofe.
Niente male davvero. Non a caso, che quelli di BNO News sono bravi non lo hanno capito solo i grandi media costretti a mordere la polvere; anche il pubblico dei news-dipendenti mostra di gradire. «Sono abbonato dall’inizio e sembra che batta sempre tutti: @CNN spesso arriva in ritardo di un’ora o più», dice un adepto del servizio. A dicembre i seguaci dell’account Twitter dell’agenzia, erano 1 milione e 460 mila, per intenderci, un po’ più di coloro che avevano deciso di ricevere i «cinguettii» della rete televisiva Cbs (1 milione e 420 mila) e 10 volte quanti riusciva a metterne insieme il Wall Street Journal (110 mila).
Probabilmente né le grandi testate né gli appassionati di BNO News sanno che alla guida dell’agenzia più veloce del web c’è un ragazzino poco più che adolescente, che vive in una città di provincia, confessa di non avere mai letto i quotidiani se non quando viaggia in treno o in aereo, un’educazione giornalistica vera e propria non ha fatto a tempo a riceverla e l’unica redazione che conosce è il salotto di casa. Ciononostante (o forse proprio per questo) il ventenne Michael Van Poppel, da Tilburg, nel sud dei Paesi Bassi, insieme ad altri sette coetanei sparsi tra Europa, Stati Uniti, Messico riesce a tenere testa ai signori del giornalismo in uno degli elementi chiave dell’informazione web contemporanea: la velocità.
Come ha recentemente osservato Tom Glocer, amministratore delegato dell’agenzia Thomson Reuters, il valore di mercato di un’informazione finanziaria si esaurisce in pochi «millisecondi». Per le notizie non economiche il lasso di tempo si allunga ma il problema è analogo. «Più la distribuzione diventa veloce, più la notizia diventa conoscenza e quindi oggetto di massa perdendo la sua appetibilità sul mercato. E questa catena diventa sempre più rapida», ha commentato Jeff Jarvis curatore del blog BuzzMachine dedicato alle nuove forme di informazione online. Leggi il seguito di questo post »