Il 13 maggio scorso sono stato invitato a parlare a questo convegno nell’ambito di ForumPa, l’annuale fiera dedicata alla pubblica amministrazione. Il titolo assegnatomi (I social network: gli strumenti, le ragioni e i luoghi dell’aggragazione), non corrisponde in tutto e per tutto al contenuto dell’intervento.
Quello che ho cercato di fare è offrire una breve descrizione del fenomeno e poi inserirla in un più ampio contesto, quello della progressiva “socializzazione” che caratterizza internet fin dai suoi albori e delle autentiche rivoluzioni che questo ha comportato.
Due le conclusioni abbozzate:
1) I social network sono la manifestazione più recente di un percorso intrinseco all’evoluzione di internet e dunque, probabilmente, saranno anch’essi – nella loro forma attuale – un fenomeno transitorio. Meglio dunque, un po’ di cautela nell’importare all’interno delle organizzazioni il modello del momento. Piuttosto andrebbero cercate soluzioni che siano il più possibile vicine ai bisogni degli utenti senza farsi sedurre dalle sirene del social network più in voga.
2) Gli strumenti per la gestione delle proprie relazioni online sono già talmente tanti, diversificati, diffusi e utili che se un lavoratore della conoscenza (e i lavoratori pubblici lo sono a tutti gli effetti) già non li usa in qualche forma abbiamo un problema: significa infatti che non sente il bisogno di ricorrere a questi strumenti che gli facilitano lo scambio di informazioni e relazioni (i beni prodotti dagli operatori della conoscenza) o che pensa che comunque questo bisogno non possa essere soddisfatto. In entrambi i casi la questione non è tecnologica ma di motivazione del singolo e dell’organizzazione.

