Archive for the ‘chips&salsa’ Category
chris, Chris Anderson, coda lunga, free
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 21 Luglio , 2009 at 9:30 am
Dalla California è in arrivo l’ultima grande narrazione tecno-ideologica: un mondo di beni e servizi a costo zero. In nome del business. Lo dice Free, l’ultimo saggio di Chris Anderson, direttore di Wired e teorico della Coda lunga. Ma le aziende in crisi lo seguiranno?
Che cosa hanno in comune un’azienda multimiliardaria come Google e i venditori ambulanti brasiliani che offrono cd per le strade di San Paolo? L’esclusiva conferenza TED che chiede fino 6 mila dollari per un biglietto di ingresso e Wikipedia, l’enciclopedia online che regala conoscenza grazie a migliaia di volontari? Se diamo retta all’ultima grande narrazione tecno-ideologica che arriva dalla California sono tutti esempi di «un modello economico completamente nuovo» che, grazie alla diffusione delle tecnologie di rete, promette di rivoluzionare interi settori di business e caratterizzare l’economia del prossimo futuro: l’offerta gratuita di beni e servizi.
Teorico, cantore e ideologo di questa rivoluzione “a costo zero” è Chris Anderson, direttore del mensile Wired. Il testo in cui descrive i fondamenti del paradigma “no-cost” è approdato a inizio di luglio nelle librerie di Stati Uniti e Gran Bretagna e si candida a diventare il punto di riferimento di un’intellighenzia digital-globale affamata di visioni d’insieme e suggestioni di business.
A suon di esempi di aziende che prosperano regalando qualcosa, «Free. The future of a radical price», questo il titolo del libro, descrive l’irresistibile e progressiva prevalenza del «gratis» nell’era digitale. Tra excursus storici e incursioni nella psicologia del consumatore attratta dallo zero, il cuore dell’argomento di Anderson è tutto tecnologico. A portarci nel regno della gratuità fatta business saranno infatti, secondo il direttore di Wired, quei processi di innovazione che fanno sì che il prezzo dei supporti di memoria, della banda di trasmissione e dei processori, vale a dire l’architrave di ogni erogazione di servizi via web, si dimezzi in un periodo compreso tra i 9 e i 18 mesi. A questi ritmi il costo marginale della distribuzione di bit scivola verso lo zero… Read the rest of this entry »
giornalismo, media
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 13 Luglio , 2009 at 9:25 pm
Le nuove frontiere del giornalismo (e il futuro dei quotidiani) passano anche dalla capacità di impiegare le nuove tecnologie per aiutare il lettore a dare un senso al diluvio di dati che lo inonda. Qualche esempio pionieristico.
La storia principale la sanno tutti: gli utenti trovano le notizie in rete gratis e la pubblicità si trasferisce online dove le inserzioni, a parità di lettori, costano meno. Risultato: i quotidiani sono in declino, il giornalismo è in pericolo e anche la democrazia non sta tanto bene. Quello che non tutti conoscono è il racconto laterale: i germi del futuro dell’informazione sono già all’opera. Bisogna andarli a cercare nelle divisioni online dei media più innovativi o nei dipartimenti più visionari di certe università. È lì che si tentano esperimenti che, con l’aiuto della tecnologia, provano a immaginare le vie delle news che verranno. Con un’idea a fare da collante: l’eccesso di informazione può essere piegato a vantaggio di quei soggetti che, per tradizione e risorse, possono usare la massa enorme di dati che ci assale ogni giorno per fornire contesto, interpretazioni della realtà, basi per nuovi business. Se le cose stanno così, chi meglio dei quotidiani?
Copiando Google
L’americano New York Times e l’inglese The Guardian sono tra i più decisi a battere la nuova strada. Per farlo hanno scelto un esempio non da poco: Google. Esattamente come il motore di ricerca ha agito per i suoi servizi più popolari (le mappe, per esempio) i due quotidiani hanno aperto ai programmatori le tecnologie (in gergo API, acronimo per Application programming interface) necessarie per “giocare” con i loro archivi di dati e notizie e creare servizi. In questo modo tale Taylor Barstow ha lanciato Nytexplorer.com per effettuare ricerche avanzatissime nel database del quotidiano. Altri hanno preferito impiegare le informazioni sul Congresso prese dal New York Times per tenere sotto controllo l’attività dei parlamentari dell’Oregon: è il caso di YourGovernment. Uno sviluppatore italo-olandese, Cristiano Betta, infine, ha utilizzato l’archivio del Guardian per aggiungere informazioni di contesto al suo ShouldIBackupMy.com, che fornisce consigli su come non perdere i propri dati.
Come le mappe di Google sono il punto di riferimento per chi realizza servizi di georeferenziazione sul web così, condividendo il patrimonio informativo e tecnologico, i giornali sperano di diventare la fermata obbligata per chi sperimenta con l’informazione. A che pro? Lo spiega l’influente blog americano GigaOm: simili iniziative «trasformano il giornale in una piattaforma per altri servizi e funzionalità. Questo rende il quotidiano e il suo contenuto più preziosi e apre le porte ad ogni tipo di partnership o forma di licenza commerciale»… Read the rest of this entry »
motori di ricerca, semantica
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 7 Luglio , 2009 at 10:21 am
A volte ritornano. Potrebbe intitolarsi così, come un famoso racconto di Stephen King, il film di una delle più controverse promesse dell’universo tecnologico: la semantica. Sì, proprio la scienza dei significati. Da un buon lustro viene periodicamente indicata come la rivoluzione che ci darà motori di ricerca intelligenti in grado di comprendere il linguaggio naturale e di capire le relazioni tra i concetti (utilizzando soltanto algoritmi automatizzati), di interrogare Google & C. come faremmo con un nostro amico al bar ricevendo risposte pertinenti (a differenza di quelle che, spesso, riceviamo al bar).
Peccato che le grandi aspettative vadano regolarmente deluse e la semantica torni ogni volta ad essere quello che è sempre stata, disciplina da umanisti. Almeno fino alla prossima occasione. Come quella che stiamo vivendo oggi. Il mondo dei motori di ricerca, come si racconta nel pezzo a fianco, torna a regalare novità (Bing di Microsoft in primis) e subito qualcuno ricomincia a parlare di tecnologie che comprendono i significati. Per capire se in questo caso c’è un po’ di grano in mezzo al solito loglio ci siamo rivolti a Luca Scagliarini che cura l’espansione internazionale di Expert System, azienda modenese che da anni prospera grazie Cogito, tecnologia (veramente) semantica sviluppata in un’area che più che per il software si è sempre distinta per la meccanica e la ceramica. Scagliarini è reduce dalla Semantic Conference 2009, uno dei più importanti eventi mondiali dedicati alle tecnologie semantiche che si è tenuto in California dal 14 al 18 giugno scorso.
Di semantica in ambito tecnologico si parla da così tanto tempo che il termine ha fatto a tempo a diventare di moda e scomparire almeno un paio di volte negli ultimi 5 anni. A che punto siamo oggi, a tuo parere, dopo l’edizione 2009 della Semantic Technology Conference?
Diciamo che sta tornando interesse intorno al tema. Anche con la crisi economica c’è stato un cospicuo aumento di partecipanti alla manifestazione e, soprattutto, non si è trattato dei soliti noti.
Per la prima volta, tutti i grandi, da Google a Yahoo a Oracle, sono stati coinvolti in presentazioni. Come interpreti questo segnale?
E’ l’indicazione che si sta uscendo dalla fase di laboratorio. Google stessa ha cambiato idea. Ancora l’anno scorso snobbava apertamente la semantica. Un mese fa ha annunciato che inizierà ad inserire degli aspetti semantici nella sua indicizzazione dei siti web. Yahoo! lo fa già. Detto questo, non ci sono ancora evidenze chiare che la semantica farà quel salto che molti da tempo auspicano. C’è qualche indizio in più rispetto allo scorso anno ma prove non se ne vedono ancora.
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Obama, open government, recovery.gov
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 15 Maggio , 2009 at 10:46 am
In nome della trasparenza, accessibilità completa su Recovery.gov: numeri, grafici, statistiche, oltre ai 50 siti dedicati allo stimulus package o ai 27 portali delle agenzie governative federali. E’ l’open government, bellezza
Il 17 aprile le agenzie federali americane avevano già speso 14,2 miliardi di dollari dei 69,3 disponibili nell’ambito del piano di stimolo all’economia varato nel febbraio scorso. Oltre 13 miliardi erano stati erogati dal dipartimento per la Salute ai singoli stati per il Medicaid, il programma di assistenza sanitaria ai poveri. Il dipartimento dell’Agricoltura, invece, aveva pagato 574 milioni dollari, il 90 per cento dei quali in food stamps, buoni per l’acquisto di cibo a favore dei meno abbienti.
Per conoscere i dettagli sul più importante progetto di rilancio dell’economia americana del dopoguerra non è necessario essere giornalisti economici. Basta una minima dimestichezza con mouse e Pc e qualche minuto di tempo. Tutte le informazioni si trovano, infatti, su Recovery.gov, spesso presentate attraverso visualizzazioni a prova di allergici alla matematica. Per gli arditi che vogliono scendere nei particolari, poi, ci sono i 50 siti dedicati allo stimulus package che gli stati americani stanno implementando o i 27 portali messi in piedi dalle agenzie governative federali per rendicontare sull’allocazione dei fondi di competenza.
Grazie a questo dispiego di numeri, grafici e tabelle consegnati al web, il piano americano si candida seriamente a diventare la manovra economica più scrutinata della storia. Mai prima d’ora un tale flusso di denaro pubblico poteva essere monitorato da così tanti occhi. E, per giunta, per volontà dello stesso governo, guidato da un presidente convinto che la trasparenza serva per avvicinare cittadini e governo. Read the rest of this entry »
open government, politica
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 15 Maggio , 2009 at 10:45 am
Ma cosa fanno i cittadini con i dati messi a disposizione dalle amministrazioni publbiche? Una galleria di esempi.
Politici sotto controllo
«I politici sono i nostri dipendenti», ama dire Beppe Grillo. Ma il comico genovese non ha il copyright sulla definizione. Dal 2004 lo ripete un sito anglosassone: They work for you. “Lavorano per te” è il decano dei progetti europei che monitorano, recuperando i dati online, l’attività dei politici di Sua Maestà: voti, discorsi, posizioni, partecipazioni a dibattiti in aula, presenze e chi più ne ha più ne metta. Venendo in casa nostra, OpenPolis, dal 2008, è il suo degno emulo italiano. Per chi preferisce mettere il naso negli affari di Bruxelles è disponibile, fresco di lancio, EPVote, ovvero l’attività dei rappresentanti nazionali in missione europea dettagliata con visualizzazioni grafiche. Dall’altra parte dell’oceano, inarrivabile per quantità di informazioni aggregate, si staglia Watchdog.net. Di Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti, ci dice che ha presentato 1.929 disegni di legge, orientato il 52 per cento dei suoi voti a sinistra, parlato in aula 13 volte con una media di 866 parole a discorso.
Chi influenza chi
«Segui i soldi», diceva Gola profonda a Bob Woordward/Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente. E tracciare il percorso del denaro in politica è il compito che si sono dati svariati siti americani. Il più noto è OpenSecrets: 13 aprile scorso ha reso disponibili per il download e il riuso non commerciale oltre 200 milioni di dati su finanziamenti delle campagne elettorali. A beneficiare di questa liberalizzazione saranno servizi come Unfluence o WeShowTheMoney.com, che elaborano in mappe interattive le relazioni tra aziende e candidati. Dal livello federale a quello locale c’è FollowTheMoney.org che traccia l’influenza del denaro a livello federale. I suoi grafici raccontano, per esempio, che per essere eletti al Congresso della California ci vogliono almeno 270 mila dollari di contributi (tanti sono bastati a tale Bill Maze). Per essere sicuri, però, bisogna volare più alto: la media dei contributi di chi ha conquistato la poltrona è 651 mila dollari. Ma non ditelo a Lynn Daucher: è riuscita a non farcela pur avendo messo insieme 3 milioni e mezzo di biglietti verdi… Read the rest of this entry »
Itasa, Lost, Subsfactory
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 20 Aprile , 2009 at 8:57 am
Tre ore dopo la fine di una puntata di Lost negli Usa in rete sono già disponibili i sottotitoli italiani. Come? Grazie al lavoro di un piccolo esercito di appassionati di community come Itasa e Subsfactory. La frontiera dei fan ai tempi della rete.
Alle 4.00 del mattino Curzio e Pierluigi sono svegli da un po’ e già davanti al computer. L’ultima puntata di Lost, appena trasmessa negli Usa, sarà tra poco disponibile in rete e bisogna organizzarsi. E’ necessario mettersi in contatto con le rispettive squadre, controllare le trascrizioni dei dialoghi inglesi appena arrivano sui siti stranieri, dividersi i segmenti dell’episodio, sincronizzare i testi con il video e partire con la traduzione. In capo a tre ore, in tempo per la colazione, i sottotitoli di Lost saranno disponibili su Itasa – Italians subs addicted o Subsfactory, le due community di sotto-titolatori amatoriali a cui, rispettivamente, Curzio e Pierluigi appartengono.
Sì perché essere fan ai tempi della rete significa anche questo. Svegliarsi prima del canto del gallo e impegnarsi in un’impresa collettiva non retribuita per offrire un servizio. A chi? Lo spiega Pierluigi, uno degli amministratori di Subsfactory: «A tutti gli appassionati che non intendono aspettare mesi per vedere le serie in Italia, non sopportano doppiaggi maldestri o serie interrotte senza preavviso».
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Barbareschi, Carlucci, D'alia, facebook, Italia
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 16 Aprile , 2009 at 9:48 am
Ecco come potrebbe apparire la rete tricolore se tre proposte di legge targate Pdl e Udc fossero approvate. Non c’è da stare allegri…
Roma, 11 aprile 2011. Marco, 20 anni, è arrabbiato. Per la terza volta in un mese Facebook è inaccessibile. Tutta colpa di un “gruppo” creato sul social network da un manipolo di goliardi inneggiante alla camorra. Il ministro dell’Interno, in base a una norma del 2009 sui reati di opinione, ha ordinato ai fornitori di connessione di filtrare il sito per tutti i computer italici.
Maria, romana di 27 anni, non è più contenta. Rischia fino a 3 anni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa; lei, che non è giornalista. Il problema, le ha spiegato l’avvocato, è che su “Affari studenteschi”, un blog aperto tempo fa e poi dimenticato, qualcuno ha lasciato un commento offensivo nei confronti di un professore universitario, il quale ha sporto querela. Ora che la legislazione italiana estende a ogni contenuto pubblicato su internet «tutte le norme relative alla Stampa» per i reati di diffamazione, Maria è nei guai.
Il suo compagno Luigi, collaboratore di Wikipedia, prova a consolarla ma anche lui ha i suoi dispiaceri telematici. La stessa legge ha bandito l’anonimato dalla rete e l’enciclopedia online (dove basta uno pseudonimo per diventare autori) non è più raggiungibile dallo stivale. Ma forse i più preoccupati sono Sonia e Alberto. Sono stati disconnessi da internet per tre mesi perché il loro figlio sedicenne Antonio scaricava file musicali coperti da diritto d’autore tramite sistemi peer-to-peer.
Come vuole la legge approvata due anni fa, dopo tre avvertimenti la famiglia è stata privata del collegamento per 90 giorni. Ma quello che angustia mamma e papà è un’altra cosa. Tornata internet, Antonio non ha perso l’abitudine di scaricare. Solo che ora lo fa attraverso delle darknet, reti private accessibili solo su invito, dove circolano anche contenuti ben più illegali dei file mp3 di Vasco Rossi.
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e-commerce, libri, Web 2.0
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 7 Aprile , 2009 at 11:03 am

Accordi con comunità di lettori virtuali e interazione con i social network, i maggiori retailer italiani imboccano la strada del coinvolgimento degli utenti. Per scuotere un mercato che non decolla
Come si comportano di fronte all’attivismo dei lettori i principali rivenditori di libri online italiani? Se il confronto è con il caposcuola Amazon la risposta è: tiepidamente. Le cose però stanno cambiando. Per anni, quando la società di Jeff Bezos già stilava classifiche dei recensori e consentiva di valutare la qualità dei giudizi espressi, da noi, al massimo, si aprivano finestre per i commenti e la storia finiva lì.
Il verbo al passato è però necessario. Accordi, annunci, introduzione di funzionalità da web 2.0: negli ultimi tempi i maggiori operatori si sono mossi verso una gestione più articolata degli interventi dal basso nel tentativo di dar vita ad una vera e propria community. E così provare a ravvivare un mercato che nel 2008, audiovisivi compresi, valeva circa 120 milioni di euro, il 4% del totale del commercio elettronico, una quota dimezzata rispetto agli Stati Uniti e al resto d’Europa, secondo l’Osservatorio sull’e-commerce del Politecnico di Milano.
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e-government, reggio emilia, social network
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 16 Marzo , 2009 at 7:00 am
Tra Facebook, MySpace e YouTube i comuni italiani “giocano” con il web sociale. Chi cerca canali di contatto con i cittadini, chi raccoglie la sfida delle organizzazioni reticolari di Manuel Castells, chi usa la rete per sviluppare capitale sociale. E’ il caso di Reggio Emilia.
Ci sono tanti modi per sfruttare le potenzialità dell’economia della conoscenza. E alcuni sono abbastanza inconsueti. Come i social network. Sì, proprio le piattaforme tipo Facebook o MySpace, molto di moda di questi tempi ma spesso considerate roba da adolescenti o passatempi per impiegati annoiati. C’è chi crede, invece, possano diventare un veicolo importante per aiutare una città a proiettarsi nella società dell’immateriale e coglierne le opportunità economiche.
A Reggio Emilia, per esempio, sono convinti che l’interazione online sia uno strumento per creare il cosiddetto “capitale sociale”, quel tessuto di relazioni e fiducia che è il nutrimento di una comunità che funziona, e facilitare lo scambio di relazioni tra i talenti. Due fattori, lo insegna tanta letteratura sociologica recente, indispensabili per un territorio che voglia davvero puntare sulla knowledge economy.
Non a caso, proprio in questi giorni la città del tricolore ha aperto una pagina su Facebook e un canale su YouTube. Il primo per instaurare dei flussi di discussione e confronto con i cittadini su temi specifici (si inizierà con i quartieri, la mobilità, il sociale e i parchi). Il secondo con l’intenzione di raccontare attraverso le immagini in movimento la città e le sue storie, aprendosi nel tempo ai contributi dei cittadini.
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blog, global voices, iran
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 14 Marzo , 2009 at 11:34 am
10 mila blogger al servizio della rivoluzione islamica. Tanti pensa di crearne il governo iraniano per estendere la propria influenza sul web. Una ricerca americana ci dice se l’operazione sta riuscendo.
10 mila blogger al servizio della rivoluzione islamica. Tanti pensa di crearne il governo iraniano per estendere la propria influenza sul web. L’annuncio è arrivato a fine dicembre quando il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRCG), braccio repressivo del ministero dell’Intelligence, ha annunciato l’intenzione di promuovere la pubblicazione di diari online gestiti da altrettanti membri del Bassij, le forze paramilitari che dipendono dall’IRCG. Uno sforzo senza precedenti da parte dello stato che segnala un salto di qualità nell’impegno propagandistico online degli ayatollah ma anche la crescente importanza assunta dal web nel dibattito pubblico iraniano.
«I movimenti della società civile non sarebbero immaginabili senza internet», ci spiega Hamid Tehrani, Iran editor di Global Voices, progetto che raccoglie le voci più interessanti che emergono dai blog di paesi che spesso non sono captati dai radar dell’informazione mainstream. «Gli attivisti non hanno accesso alla tv, alla radio o ai giornali. Usano quindi il web e i blog per informare la gente e organizzarsi».
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blog, Citizen Journalism, new media
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 28 Febbraio , 2009 at 6:35 pm


Se l’ecosistema dell’informazione digitale fosse una città che aspetto avrebbe?
Avrebbe un quartiere finanziario, sede dei poteri mediatici tradizionali vestiti di bit, uno emergente abitato dai giovani leoni nati e cresciuti sul web, uno trendy dove nascono le nuove tendenze, una piazza per le manifestazioni dal basso, magari un mercatino per lo scambio di informazioni (anche sottobanco) e via dicendo.
Co Nicola e Marina abbiamo provato a tracciare una mappa di questa città.
E’ uscita oggi su Chips&Salsa, come sempre su Alias, supplemento culturale del manifesto ed è disponibile su VisionPost (anche se su carta, va detto, fa tutto un altro effetto…)
Guida turistica semi-seria per orientarsi nel dedalo di vie, mercati, palazzi e persone della città dell’informazione digitale. Un melting-pot di bit sempre sul precario equilibrio tra collasso e rinnovamento. In cui tutti abitiamo da tempo. Anche se non ce ne siamo accorti.
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 23 Dicembre , 2008 at 11:49 am

Mentre produttori musicali e cinematografici demonizzano i “pirati”, alcuni seri economisti spiegano perché il p2p è una rivoluzione antropologica ed economica nella fruizione dei media. E perché le major della musica hanno sbagliato (quasi) tutto
Per alcuni (l’industria dell’intrattenimento) sono dei pirati. Per altri, come il presidente della Festa del film di Roma Gian Luigi Rondi, dei criminali audiovisivi. C’è chi (Sarkozy) li vorrebbe disconnettere dalla rete e chi (il ministro Sandro Bondi) si limita a volerli «educare». E non si sa cosa sia peggio.
I destinatari di tante attenzioni poco benevole sono milioni di uomini e donne che scaricano e condividono file attraverso sistemi peer to peer (p2p), software e reti che sfruttano l’architettura decentrata di internet per trasformare ogni Pc in un nodo attivo di una straordinaria macchina di trasmissione delle informazioni (vedi box a fianco).
Da anni, da quando ha fatto la sua comparsa sulla scena Napster, l’esercito degli «scaricatori» è la bestia nera di etichette musicali e signori di Hollywood che cercano di convincere governi e parlamenti ad adottare misure repressive per fermare pratiche ree di danneggiare i loro fatturati.
Realtà, non ideologia
Meno male che di fronte a una simile offensiva ideologico-giudiziaria a difendere la reputazione di questa massa di navigatori arriva ogni tanto qualche testa razionale. Qualcuno che con il rigore dello studioso buca il velo retorico steso da settori industriali in crisi, politici incantati dalle sirene delle lobby e media compiacenti (si vedano le due pagine del Corriere della sera del 27 ottobre scorso “sdraiate” sulla «tolleranza zero» invocata dalle major ). Qualcuno che analizza il fenomeno p2p per quello che è: una rivoluzione nella fruizione dei mezzi di comunicazione che decostruisce i media tradizionali, muta l’antropologia dei consumi, cambia i modelli business.
Se poi di questo manipolo di illuminati fanno parte seri economisti liberali, ancora meglio. Nessuno potrà accusarli di ribellismo sinistrorso. Accademici di questo tipo, senza troppi grilli radicali per la testa, sono gli studiosi chiamati a raccolta da Eli Noam e Lorenzo Maria Pupillo nella stesura di Peer-to-Peer Video. The economics, policy and culture of today’s new mass medium, libro appena uscito negli Stati Uniti e dedicato all’impatto che avranno le tecnologie p2p e internet nel suo complesso sui contenuti fatti di immagini in movimento e non solo.
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ideologie, internet
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 26 Luglio , 2008 at 9:00 am

Il Chips&Salsa di oggi (l’ultimo prima della pausa agostana) è interamente occupato da una mappa che ci siamo divertiti a realizzare con Marina e Nicola.
E’ un tentativo – senza pretese di esaustività – di inquadrare teorie, posizioni, invettive, atteggiamenti elaborati in questi anni intorno alla rete.
Un divertissement (soprattutto per noi che l’abbiamo realizzata), certo, ma con un suo fondo serietà.
Quanto alla mia collocazione, direi Cybersoviet. Anche se con un fondo di ottimismo in più.
Insomma, un realista di sinistra con influssi panglossiani.
copyright, denis olivennes, Hadopi, pirateria, rapporto olivennes
In articoli, chips&salsa, il manifesto on 7 Luglio , 2008 at 2:17 pm

Ma chi l’ha detto che la politica non ha bisogno di ideologie? Sicuramente, una sinistra dalle pulsioni suicide. Perché a destra, invece, la voglia di dominare nel mercato delle idee è così forte che quando dalla propria parte non si trovano pensieri all’altezza si va a cercarli dall’altra. Tutto è lecito pur di costruire l’egemonia, con buona pace dei nipoti di Gramsci che ancora credono alla favola della società post-ideologica.
Prendete Nicolas Sarkozy. Che ha fatto quando ha deciso di affrontare la questione della “pirateria” via internet? Semplice: ha guardato a manca. Siccome in casa gollista scarseggiavano proposte in materia, ha dato un’occhiata negli appartamenti socialisti. E non è rimasto deluso. Le suggestioni che potevano fare di lui l’eroe della legalità digitale e il salvatore della cultura francese minacciata dalla rete erano lì, nella persona di Denis Olivennes. Read the rest of this entry »
cellulari, memoria, Renato Brunetta, sesso, Web 2.0
In chips&salsa on 23 Maggio , 2008 at 8:00 am
Ieri come ogni settimana, è uscito in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. Ecco il sommario, con link ai pezzi.


EDITORIALE – La democrazia e l’acquario, Raffaele Mastrolonado
Licenzierà i “fannulloni”, eliminerà la carta dalla pubblica amministrazione, trasferirà online le pagelle scolastiche. Non si può dire che nelle prime due settimane da ministro Renato Brunetta si sia risparmiato. Almeno verbalmente. Dopo tutto, si leggeva sul suo sito (www.renatobrunetta.it) fino a pochi giorni fa, il titolare del dicastero della Pubblica amministrazione e innovazione si reputa un «concentrato di caparbietà».
Pronto, parlo con dio?, Enrico Gardumi
Telefonini buddisti, zen, kosher e islamici. Il mezzo di comunicazione più diffuso del mondo si adegua ai rituali della fede: rispetta il Sabbath, sostituisce il Muezzin, indica la direzione de La Mecca, aiuta la meditazione.
Democratico e amatoriale. Comincia l’era del sesso 2.0, Simona Campanella
Da YouPorn a SocialPorn, il porno in rete prende la strada della condivisione. E riscrive le regole di un affare che non conosce recessioni
Sex & Tech – Le mille evoluzioni del business per adulti, S.C.
Cifre a luci rosse. Il 42 % dei navigatori visita siti hard. Il dominio Porn.com venduto per 9 milioni di dollari. L’ascesa del cellulare, il declino del Dvd, la novità dei giochi di ruolo.
Uomini, donne e macachi. La biologia e il fascino del porno, Silvia Bencivelli
Il sesso guardato piace ai maschi quanto alle femmine. Lo dicono serissimi studi che indagano l’interesse dell’homo sapiens per le immagini osé. Una predilezione condivisa con le scimmie.
TESTIMONIANZE – Una seconda vita per le mondine, Serena Patierno
STORIE – In rete la geografia della resistenza, Alessandro Chiappetta
ARCHIVI – Storie industriali, patrimonio collettivo, Paola Carboni
cinema, current tv, facebook, morti bianche, myspace, olpc, social network
In chips&salsa on 16 Maggio , 2008 at 9:07 am


I muratori di Microsoft, Raffaele Mastrolonardo
«E ora, sotto con calce e mattoni!». Steve Ballmer non ha pronunciato esattamente queste parole. Ma il concetto espresso dall’amministratore delegato di Microsoft ai suoi collaboratori subito dopo lo sfumato accordo con Yahoo! doveva suonare più o meno così.
Computer, scoppia la guerra tra poveri, Nicola Bruno
Il Pc da 100 dollari di Negroponte trova nuovi avversari sulla sua strada. L’iniziativa del guru del Mit è in difficoltà. Poco usabile e meno “etico” del previsto, il portatile a basso costo deve affrontare la concorrenza di colossi come Intel, Asus, Hp che mettono in campo tecnologie, dollari e peso politico.
Cinema, un’industria alla prova di internet, Andrea Rocco
Mentre sulla Croisette si celebrano antichi riti, dietro le quinte la rete scardina i meccanismi di Hollywood. Una rivoluzione che c’è anche se (ancora) non si vede.
Nuove forme di narrazione crescono. La faticosa ricerca di formati per la rete, Marina Rossi
Come già per la letteratura, l’online stenta a inventare innovative forme di racconto visivo. Ma forse stiamo solo sbagliando a cercare: la vera narrazione-internet potrebbe essere la rete stessa.
TELEVISIONI
Il palinsesto che venne dal web, Federico Fasce
Intervista. A colloquio con Tommaso Tessarolo, direttore del palinsesto di Current.tv, la televisione “dal basso” di Al Gore. Un mix di tv e web che vuole parlare anche di call center e Dico.
DIRITTI – Morti bianche, la denuncia corre sul blog, Piero Babudro
CENSURE – Google non disturba Pechino, Marco Trotta
IDENTITA’ – Tutti amici tra i social network, Eva Perasso
ngn, privacy, pubblicità, religione, tasse online
In chips&salsa on 8 Maggio , 2008 at 6:17 pm
Giovedì. E come ogni settimana, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. Da domani i link ai pezzi.
EDITORIALE – Scelta lodevole ma improvvisata, R.M.
Tra comici celebri che scoprono che anche internet può essere cattiva, associazioni dei consumatori che delirano di class-action da 20 miliardi di euro, quotidiani di Confindustria che scaricano dai sistemi p2p come giovani smanettoni (vedi box sotto), il governo di centro-sinistra saluta e se ne va.
Redditi online, parto prematuro, Raffaele Mastrolonardo
Per Rodotà è fondamentale che il Parlamento affronti un nuovo passaggio normativo prima di autorizzare la pubblicazione dei dati. Ma la classe politica è ancora impreparata al cambiamento tecnologico in atto
Quegli scienziati in cerca di dio, Silvia Bencivelli
Un progetto scientifico europeo indaga le ragioni del fenomeno religioso. Psicologi, antropologi e biologi studiano il rapporto tra la mente umana e il divino
Caso, proiezione o evoluzione? All’origine dell’homo religiosus, S.V.
Il filosofo della scienza Massimo Gigliucci racconta come procede l’indagine sulle radici biologiche della credenza dell’essere superiore
PUBBLICITA’ – La scommessa del neuromarketing, Carola Frediani
Misurare le reazioni del cervello a uno spot costa meno di 3 mila dollari. E i colossi della réclame preparano soluzioni più «persuasive»
E poi:
DIRITTI UMANI – 10 maggio, i continenti convergono, Walter Molino
TASSE – Il filesharing del Sole 24 Ore, Nicola Bruno
SCOMMESSE – Parigi, la fibra entra in casa, Alessandra Carboni
crowdsourcing, euromayday, multitasking, primo maggio
In chips&salsa on 1 Maggio , 2008 at 8:00 am








Giovedì. E come ogni settimana, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. E siccome è il primo maggio, il tema è scontato…




EDITORIALE – Festa di atomi di bit, Raffaele Mastrolonardo
Connessi, sfruttati e contenti, Carola Frediani
Crowdsourcing: il volto ambiguo dell’intelligenza collettiva. Dai blogger agli utenti dei social network, il confine tra hobby e lavoro si assottiglia. E le aziende internet provano a guadagnarci offrendo lavoro non remunerato. Mentre gli spammer guardano all’India.
«Organizzare gli inorganizzabili». La sfida del lavoro al tempo della rete, Alessandro Delfanti
Mentre sfuma il confine tra pubblico e privato, c’è bisogno di nuove forme di organizzazione dei lavoratori lontane della cultura statica delle istituzioni dell’era moderna. Intervista a Ned Rossiter.
TENDENZE – Quei nomadi senza identità, Emanuela Di Pasqua
Multitasking e senza fili. I professionisti della conoscenza diventano mobili grazie a tecnologie sempre più ubique. L’ufficio sparisce ma per gli psicologi sono a rischio memoria, senso del sé e tempo per la riflessione
Ricercatore, una vita spericolata. La sicurezza non entra in laboratorio, Silvia Bencivelli
Solventi infiammabili trasportati in macchina, reagenti tossici maneggiati senza precauzioni. L’incolumità di chi fa ricerca messa a rischio da precariato, scarsità di mezzi e cattive abitudini. La denuncia dei protagonisti.
E poi:
ATIPICO – Cacciatore di strade, Valentina Tubino
ATIPICA – Vivere di eBay, Piero Babudro
ATIPICI – Sindacalisti 2.0, Alessandra Carboni
In chips&salsa on 10 Aprile , 2008 at 8:00 am
Come ogni settimana, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. (Da domani- e per una settimana – i link ai pezzi).
Torcia hi-tech? No, boomerang, Carola Frediani
L’ironia della storia si alimenta di una torcia, ed è un peccato che chi si preoccupa della sua metafora buonista non ne possa sorridere. La fiamma olimpica, inseguita in questi giorni in tutto il mondo da attivisti, poliziotti e paparazzi, doveva essere infatti un distillato squisito di cultura e tecnologia…
Quando la spesa converge sul cellulare, Enrico Gardumi
I supermercati diventano operatori telefonici in nome del marketing. Coop e altri colossi del settore regalano ai clienti traffico telefonico. Ma il connubio tra il wireless e la grande distribuzione è ancora tutto da inventare
La fine dei guru. Il design si fa diffuso, Marina Rossi
Dal web alle nuove manifatture artigianali, quando le idee prendono forma a partire dagli utenti
STRUMENTI – La creatività fai-da-te che fiorisce nella rete, M. R.
Rassegna. Ideare, disegnare e rivendere online magliette, gadget, cartoline, libri. Sempre più siti lo permettono.
Addio alla metafora della scrivania. Un progetto ripensa l’ambiente virtuale, Marco Lanza
File, cartelle e finestre non sono un dato naturale della nostra vita digitale. Un’iniziativa open source della “Bicocca”, immagina un computer a misura di mente umana con cui lavorare “a soggetto”.
E poi:
BIODIVERSITA’- Un satellite per salvare l’Africa, Patrizia Cortellessa
ETICA – Anche la tecnologia ha un’anima, Serena Patierno
ECOLOGIA – Cittadini-scienziati a guardia dell’ambiente, Francesco Bottino
fibra, microprocessori, Microsoft, ngn, open xml, social rating, unicef
In chips&salsa on 3 Aprile , 2008 at 2:45 pm
Giovedì. E come ogni settimana, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. (Da domani- e per una settimana – i link ai pezzi).
EDITORIALE – Tanto rumore per un formato, Raffaele Mastrolonardo
Accuse di brogli, sospetti di corruzione, denunce di interferenze indebite. Cambi di casacca repentini e poco trasparenti. Persino interventi dell’Unione europea. Mancava solo una poesia declamata nel momento topico per farla sembrare una scena di ordinaria vita politica italiana. E invece, più a sorpresa, i protagonisti di questo teatro…
Professore, oggi la boccio io, Patrizia Feletig
Sul web si diffonde il social rating: valutazioni a 360 gradi per tutte le categorie. Insegnanti, medici e avvocati nel mirino dei navigatori. Che, a suon di giudizi, ne valutano impietosamente le performance. Tra servizio pubblico e rischio diffamazione.
Ciao ciao, rame. Più fibra per tutti, Gabriele de Palma
La rete di prossima generazione, può essere fatta solo in fibra ottica e e arrivare fin dentro casa. Le altre opzioni non convincono, inquinano e sono transitorie.
«Nuove reti? Intervenga lo stato». Il network del futuro chiede una regia, GdP
29 miliardi di euro. Tanto costerebbe l’infrastruttura tutta in fibra che serve all’Italia. Per realizzarla ci vuole un governo più forte di lobby e monopoli. Intervista a Stefano Quintarelli.
Mappe – Un mondo di Ngn, Carola Frediani
Dal primato asiatico alla rincorsa degli Stati uniti, dall’esempio di Singapore alle curiosità in salsa svedese
PROCESSORI – Il chip diventa flessibile, Alessandra Carboni
BAMBINI – Unicef in salsa wiki, Francesco Bottino
STANDARD – La vittoria di Microsoft, Raffaele Mastrolonardo
Chris Anderson. coda lunga, Google, Microsoft, privacy, Web 2.0, Yahoo!
In chips&salsa on 27 Marzo , 2008 at 8:00 am
Giovedì. E come ogni settimana, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. (Da domani- e per una settimana – i link ai pezzi).
L’ultima battaglia di Larry, Raffaele Mastrolonardo
Via i dollari dal Congresso americano. Detta così la missione suona impossibile. Soprattutto nel Paese che ha fatto del lobbismo un’arte pervasiva e capillare. Ma Lawrence Lessig, l’uomo che ha deciso di condurre questa battaglia, alle imprese difficili è abituato.
Sotto stretta «dataveglianza», Carola Frediani
Come Pollicino ad ogni passo virtuale il navigatore lascia indizi della sua presenza online. Tracce di esistenza gelosamente raccolte da Google & c.
Tutto online, tutto gratis. L’ideologia digitale è servita, Bernardo Parrella
Sulle pagine del mensile Wired si prepara la prossima utopia neoliberista: un magico mondo di servizi “gratuiti” grazie alle nuove tecnologie e alla pubblicità.
Le promesse mancate del web 2.0. Per una critica della rete partecipativa, Nicola Bruno
Monopolio dell’accesso, dominazione seduttiva, libertà contingente. Un gruppo di studiosi smonta, da sinistra, miti e illusioni dell’internet di seconda generazione. In nome di un medium autenticamente «sociale», libero dall’influenza di governi e di multinazionali.
L’internet della discordia, Raffaele Mastrolonardo
La rete, ovvero un grandioso spostamento di poteri. Tra aziende concorrenti, tra settori un tempo separati e ora uniti dalla convergenza, tra imprese e consumatori. E dunque, inevitabilmente, terreno di confronto ideologico tra opposte rappresentazioni. Letture che prendono la forma di rigorose analisi economiche, velenosi pamphlet, visioni postmoderne, rivincite personali. Eccone alcune.
E poi:
VERSO IL 13 APRILE – Un test per non perderti, Patrizia Cortellessa
ZIMBAWE – Una mappa per non arrendersi, Marina Rossi
RICERCA – Una lettera per denunciare, Eva Perasso
Google, motori di ricerca, ngn, teleocm italia, web semantico
In chips&salsa on 13 Marzo , 2008 at 11:25 am


Giovedì: e come sempre, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. (Da domani- e per una settimana – i link ai pezzi).
Ecco di che cosa si parla:
Un’altra Ngn è possibile, Raffaele Mastrolonardo
«Realistico» è l’aggettivo che prevale riguardo al nuovo piano industriale di Telecom Italia. Definizione condivisibile. Non solo perché il piano riporta l’azienda sulla terra dall’empireo finanziario in cui l’aveva confinata la precedente proprietà. Ma anche perché ha il merito rendere lampante un fatto che molti fingono di non vedere: i soldi per una Ngn, una rete di comunicazione ad alta velocità che porti la fibra ottica nella case di tutti gli italiani, o almeno nelle loro strette vicinanze (v. articolo a fianco), non ci sono. Lo dicono i numeri.
Di che fibra siamo fatti, Enrico Gardumi
A.A.A. nuove reti per lo sviluppo del Paese cercasi. Dopo il varo del nuovo piano industriale di Telecom Italia è tempo di tornare a parlare di rete di prossima generazione. Una questione di metri, costi e velocità di trasmissione giocata tra fibra ottica e rame.
I motori di ricerca trovano il fattore umano, Nicola Bruno
Algoritmi aperti, redattori, coinvolgimento dei navigatori, relazioni sociali, trasparenza. Scovare le informazioni sul web non è solo una questione di tecnologia. Parola d’ordine: differenziazione.
La carica degli anti-Google, Alessandra Carboni
Spiritualità, viaggi e domande in linguaggio naturale. Centinaia di servizi specializzati cercano uno spazio all’ombra dei colossi del ritrovamento di informazioni sul web.
Tutti pazzi per la semantica. Il web insegue la sua ultima chimera, Raffaele Mastrolonardo
Lo chiamano web 3.0 ed è un Eldorado inseguito da numerose piccole aziende su cui piovono milioni di dollari per costruire motori di ricerca più intelligenti. Ma i risultati non sono ancora all’altezza delle attese. E non lo saranno tanto presto.
E poi:
LAVORO – Per dimettersi basta un clic, Patrizia Cortellessa
DOPOLAVORO – Il marketing del pensionato, Francesco Bottino
LIBRI – Tecnologie di un altro genere, Paolo Subioli
genetica, gentiloni, privacy, spyware, trojan
In chips&salsa, il manifesto on 6 Marzo , 2008 at 8:00 am

Oggi, come ogni giovedì, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto. (Domani i link ai pezzi).
Ecco di che cosa si parla:
A Paolo quel che è di Paolo, Gabriele De Palma
Si è chiusa con l’attribuzione delle frequenze per il WiMax l’attività del ministro Paolo Gentiloni. Dal 2006 il “suo” ministero delle Comunicazioni ha avuto quasi due anni per risolvere uno dei problemi più urgenti per il Paese: il digital divide. Obiettivo primario perché la diffusione della banda larga è strategica per l’erogazione di servizi evoluti di utilità pubblica, oltre che per potenziare gli strumenti per le imprese. L’obiettivo è stato raggiunto? No.
Lo spia che venne dal web, Carola Frediani
Software di governo per investigare nei computer dei cittadini. Sui mezzi che autorità di mezzo il mondo usano per spiare nei Pc dei cittadini c’è poco controllo. Ma dopo una sentenza della suprema corte tedesca qualcosa potrebbe cambiare.
Genetica fai-da-te, business e paranoia, Silvia Bencivelli
Dalla paternità alla predisposizione ai tumori: i test genetici online sono a portata di tutti. Un affare che alimenta fobie e preoccupa gli scienziati più seri.
«La nostra identità non dipende dai geni». I tanti dubbi delle genealogie online, S. B.
Molti servizi internet vanno alla ricerca delle radici del nostro Dna. Ma è difficile dire da dove veniamo e chi siamo solo sulla base del genoma. Meglio guardare a libri, film e musica preferita. Parla il genetista Guido Barbujani
A.A.A. test Dna offresi, Marina Rossi
Shopping. Come in un supermercato, il web offre test genetici per tutti i gusti e tutti i prezzi. Offerte per single, coppie e intere famiglie. E Google fiuta il business.
E ancora:
LAVORO – Così virtuale, così precario, Patrizia Cortellessa
CANZONI – Copyright, stop all’estensione, Eva Perasso
CENSURA – Niente blog per l’aeronautica Usa, Marco Trotta
Allende, hollywood, Microsoft, nanotecnologie, Open Source, p2p, società dell'informazione, software libero
In chips&salsa, il manifesto on 28 Febbraio , 2008 at 8:00 am
Oggi, come ogni giovedì, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto.
Ecco di che cosa si parla:
Hollywood e la via del web, Raffaele Mastrolonardo
Negli Stati Uniti gli incassi al botteghino sono fermi, e nel 2007 i proventi dei dvd (che valgono più del doppio di quelli dei biglietti nelle sale) sono calati per la prima volta in 8 anni. Nel frattempo, i grandi canali televisivi puntano sui reality e l’ultima speranza del settore, i dischi ad alta definizione, è ancora a un livello di diffusione embrionale. Che fare allora? L’Economist ha un suggerimento: prendere sul serio internet
L’invasione degli ultra-piccoli, Carola Frediani
Le nanotecnologie riempiono i negozi ma poco si sa dei loro rischi. In Europa e in America i ricercatori si interrogano sulle possibili conseguenze della manipolazione della materia a livello atomico. E mentre Bruxelles fa i primi passi, i consumatori restano perlopiù inconsapevoli.
La via bolivariana alla società dell’informazione, Marco Trotta
Software libero e sovranità nazionale sulle tecnologie. In Venezuela il socialismo passa anche dalla rivoluzione digitale. Senza dimenticare la lezione di Allende.
E a Genova si alleva il robot open source, Alessandra Carboni
Piccolo e sofisticato, italiano e “aperto”, iCub sta crescendo nei laboratori dell’Iit del capoluogo ligure. Progettato per non smettere di imparare, punta tutto sulla condivisione per sconfiggere i ricchi colossi del settore.
Apro o non apro? Il dilemma di Microsoft, Raffaele Mastrolonardo
Il colosso del software annuncia: programmi più aperti e interoperabilità. Il mondo open è scettico, la Ue pure. Ma qualcosa, in fondo, è davvero cambiato.
E ancora:
MEDIA – In diretta sul peer-to-peer, Gabriele De Palma
VERSO IL 13 APRILE – Il web ti dice chi vince, Valentina Tubino
COMUNICAZIONE – La presentazione diventa minimal, Marina Rossi
Barack Obama, Berlusconi, Bill Gates, Hillary Clinton, mediased, Primarie Usa 2008, wiMax
In chips&salsa, il manifesto on 20 Febbraio , 2008 at 4:13 pm
Ritorna, dopo una settimana di pausa, dovuta a trasferta in terra catalana, il sommario di Chips&Salsa, che anche domani, come ogni giovedì, sarà in edicola con il manifesto.
Ecco di che cosa si parla:
Bernabé, il flan e il topolino, di Gabriele De Palma
Se il ristorante si giudica dal menù, allora lo chef Franco Bernabè ha appena iniziato a titillarci le papille gustative, presentando i primi antipasti in attesa del piano industriale, il lauto pasto di cui il sistema tlc nostrano abbisogna. Prima del piatto principale, che verrà redatto nella riunione del cda il prossimo 6 marzo, il nuovo management di Telecom Italia ha annunciato la nascita di Open Access, divisione che si occuperà della gestione della rete.
WiMax, c’è Mediaset nell’aria, Gabriele De Palma
Berlusconi vuole anche la banda larga senza fili. Dopo l’analogico e il digitale terrestre, il biscione punta alla rete. L’occasione è l’asta per le licenze WiMax, la posta in gioco pubblicità online, VoIp e tv via internet. Un monopolio senza confini?
La Casa Bianca si conquista con un click, Carola Frediani
Tonnellate di informazioni e gang criminali. L’emergenza rifiuti in salsa digitale si chiama «spam». Continuazione del mercato con altri mezzi.
Obama primo presidente internet?, Antonio Sofi
Network sociali, YouTube, remix dei contenuti. In rete vince chi riesce a trovare il giusto compromesso tra apertura e controllo della comunicazione. Come Barack.
“Niente sarà più come prima”. Parla il guru della web-politica, Antonio Sofi
Internet cambia il modo in cui i candidati comunicano e i cittadini partecipano. A colloquio con Joshua Levy del Personal democracy forum, che esalta la rete e critica Hillary e McCain per il loro uso sbagliato del web.
E ancora:
SOLIDARIETA’ – A spasso per lo slum virtuale, Eva Perasso
INTERROGATIVI – Bill Gates monopolista della malaria?, Marina Rossi
CENSURE – Dvd Jon libera i file, Raffaele Mastrolonardo
armi, Google, Microsoft, salute, Spam, Yahoo!
In chips&salsa, il manifesto on 7 Febbraio , 2008 at 9:52 am
Anche questo giovedì, come ogni giovedì, in edicola con il manifesto c’è Chips&Salsa, inserto settimanale dedicato alle tecnologie realizzato da il manifesto e Totem (domani, come sempre, metto i link agli articoli).
Ecco di che cosa si parla:
Se gli utenti non abboccano, Raffaele Mastrolonardo
L’offerta di Microsoft per Yahoo! ha dato ancora più fiato alle trombe (e ai tromboni) della pubblicità online. Una torta, si è letto e riletto in questi giorni, che oggi vale 40 miliardi di dollari e raddoppierà entro il 2010 per la quale i due colossi della rete (come si dice qua fianco) sono pronti a scannarsi. Tutto vero, tutto giusto. Se non fosse che l’enfasi sulle sorti progressive della réclame virtuale rischia di semplificare la realtà nascondendo quegli inciampi sul percorso che rendono la storia (non solo della tecnologia) più avvincente.
Google-Microhoo! 4 a 3, Eva Perasso
Nel campionato del web è ormai testa a testa. La possibile fusione Microsoft – Yahoo! contro Google appassiona il mondo e approda al barsport. Chips&Salsa non si tira indietro e prova a giocare la partita.
Spazzatura è business, anche su internet, Nicola Bruno
Tonnellate di informazioni e gang criminali. L’emergenza rifiuti in salsa digitale si chiama «spam». Continuazione del mercato con altri mezzi.
«Inquinare è il mio mestiere». Confessioni di uno spammer pericoloso, Nicola Bruno
La differenza tra un’e-mail indesiderata e il marketing? Nessuna. Parola di «Donald», uno degli «inquinatori» più ricercati della rete. Guadagna fino a 30 mila euro al mese e si considera solo un uomo d’affari: «offro alla gente quello che vuole».
Quello spam dai mille volti, Marina Rossi
Non solo email. I messaggi spazzatura arrivano anche via video, VoIP e blog. Dalla carne in scatola alla propaganda politica, l’invasione si moltiplica.
E ancora:
ARMI – Le vie della guerra sono infinite, Patrizia Cortellessa
ELEZIONI – WikiDemocracy Programmi senza partito, Marina Rossi
MALATTIE – Contrordine: obesi e fumatori costano meno, R.M.
Open Source, pirateria, privacy, ratzinger, software libero, telefonia mobile, video digitali
In chips&salsa, il manifesto on 31 Gennaio , 2008 at 11:03 am
Oggi, come ogni giovedì, in edicola con il manifesto c’è Chips&Salsa, inserto settimanale dedicato alle tecnologie realizzato da il manifesto e Totem (domani, come sempre, e per una settimana soltanto, i link agli articoli).
Ecco di che cosa si parla:
Nuovi media, da quale pulpito, di Raffaele Mastrolonardo
«I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un’occasione preziosa per ridisegnarlo». Per una volta, ad esprimere fiducia nelle nuove tecnologie non è il solito professore universitario della west coast ma il tecno-rivoluzionario che non ti aspetti: Jospeh Ratzinger….
L’occhio del padrone, di Carola Frediani
Il boom delle tecnologie per il controllo del dipendente . Dall’osservazione in tempo reale del Pc, all’individuazione delle lettere digitate sulla tastiera, fino al monitoraggio del battito cardiaco. Nel mondo anglosassone la ricerca della produttività va a braccetto con strumenti sempre più invadenti. E in Italia?
Pinguino per tutti? Una scommessa difficile, di Marco Trotta
Nonostante i progressi, il Linux di massa è ancora lontano. Mentre gli utenti chiedono semplicità, la pubblica amministrazione nicchia. E allora la speranze open sono affidate al cellulare.
Tutte le strade dell’open, di M.T
Cartoni animati, gibboni, miliardari nello spazio. Piccolo breviario per orientarsi nel variegato e molteplice universo del software all’insegna del tutto aperto.
E l’Olanda liberò anche le idee. Il caso del Free Knowledge Institute, di Alessandro Delfanti
La proverbiale tolleranza olandese si ripercuote anche sulla circolazione delle idee e della conoscenza in Rete, con la nascita di un progetto pubblico che promuove il software libero e la sua diffusione, à la Linux
E ancora:
MOBILE: Caro Sms, sei una gallina troppo cara, Gabriele De Palma
MUSICA: Gli studios danno i numeri, Giovanni Galli
PREVISONI: Il futuro in una scommessa, Alessandra Carboni
Microsoft, molleindustria, rete e bimbi, World Social Forum 2008
In chips&salsa, il manifesto on 23 Gennaio , 2008 at 3:24 pm
Domani, come ogni giovedì, in edicola con il manifesto ci sarà Chips&Salsa, inserto settimanale dedicato alle tecnologie realizzato da il manifesto e Totem.
Ecco di che cosa si parlerà:
Capricci di borsa, Raffaele Mastrolonardo
Azione! E la Rete si fa movimento, Carola Frediani
Il World Social Forum di quest’anno non avrà un’unica sede. Le mobilitazioni si svolgeranno in ogni angolo del mondo. E il web si prende il centro della scena.
Quei bimbi cresciuti a mouse e biberon, Francesca Martino
Prima il Pc della tv. Prima l’ipertesto del testo. Il rapporto tra l’internet e più piccini. Processi cognitivi, pericoli e il problema qualità.
Giochiamo con internet, Valentina Tubino
Protagonisti di popolari cartoni animati, camerette di pixel, pesci parlanti, lezioni di lingua. Viaggio alla scoperta dei giocattoli virtuali.
Da Vodafone una guida al cellulare responsabile, Emanuela Di Pasqua
Un manuale per spiegare agli adulti che il dispositivo in mano ai loro figli può nascondere molti pericoli, e per far capire ai giovani che il telefonino deve essere usato con coscienza.
E ancora:
SITUAZIONI: L’arte della degradazione, Raffaele Mastrolonardo
PROVOCAZIONI: In guerra per conto di Dio, Gabriele de Palma
PETIZIONI: Salvate il sistema XP, Marco Trotta
Apple, fotovoltaico, intefacce, Microsoft
In chips&salsa, il manifesto on 16 Gennaio , 2008 at 3:37 pm
Domani, come ogni giovedì, in edicola con il manifesto ci sarà Chips&Salsa, inserto settimanale dedicato alle tecnologie realizzato da il manifesto e Totem.
Ecco di che cosa si parlerà:
- I got you Microsoft, di Raffaele Mastrolonardo
Microsoft si risveglia una mattina e, come Bill Murray nel film Ricomincio da capo, ha la sensazione di vivere sempre lo stesso giorno: ci sono altre due indagini Ue contro di lei.
- E la carezza uccise il pulsante, di Eva Perasso
iPhone, console Nintendo, Pc-tavolino: la nuova tecnologia si basa tutta sullo sfioramento per compiere ogni operazione. In attesa di comandare tutto con un colpo d’occhio.
- Una globalizzazione eterea firmata Apple, Carola Frediani
Fino a qualche anno fa era McDonald’s il simbolo del capitalismo globalizzato. Oggi la palma spetta all’altro «Mac», pulito, elegante, che non fa ingrassare.
- L’anima della Mela e il capitalismo seduttivo, Raffaele Mastrolonardo
Recensione. «Emozione Apple» di Antonio Dini racconta la storia di una moderna fabbrica di sogni e tentazioni. Perspicace analisi del successo di un’azienda di massa che fa sentire élite.
- MacWorld 2008: tutte le novità, Marina Rossi
Il portatile più sottile del mondo, il noleggio video su iTunes, più software per l’iPhone e salvataggio dati senza fili. Ma qualcuno si aspettava di più.
E ancora:
Brevetti condivisi per salvare l’ambiente, Alessandra Carboni
Il proiettore finisce nel cellulare, Serena Patierno
Il fotovoltaico di nuova generazione, Alessandro Chiappetta
net neutrality, privacy
In chips&salsa, il manifesto on 9 Gennaio , 2008 at 3:09 pm
Domani, come ogni giovedì, in edicola con il manifesto ci sarà Chips&Salsa, inserto settimanale dedicato alle tecnologie.
Ecco di che cosa si parlerà:
- Cosa danno in tv stasera? Google, di Eva Perasso
L’accordo tra Google e Panasonic è l’ultimo segnale di una tendenza che caratterizzerà il 2008: il tentativo di fondere tv e internet.
- Privacy, scandalo di Capodanno, di Raffaele Mastrolonardo
Amara sorpresa tra lenticchie e cotillon: il decreto di fine anno prolunga per tutto il 2008 gli effetti della Legge Pisanu sulla privacy. In Europa nessuno peggio di noi. Interviste a Daniele Minotti, Goria Marcoccio, Mauro Paissan.
- Storia di una riservatezza perduta, R.M
- Neutralizziamo i controllori della rete, Gabriele De Palma
Nella lotta al p2p i fornitori di servizi internet discriminano sempre più quello che passa nei loro network. Violando il principio fondamentale delle libertà della rete: la neutralità. La posta in gioco.
Interviste a Alfonso Fuggetta e Pietro Moretti di Aduc.
- Piccoli operatori ci provano. Offrendo trasparenza, Marco Trotta
All’ombra dei grandi, alcuni Internet service provider minori puntano tutto sulla trasparenza dei servizi: niente filtri, connessioni di qualità e tanta neutralità
Pillole di libertà di internet, GdP
Tecniche, parole, regole e politiche per difendere la neutralità della rete
E ancora:
Da Las Vegas sguardi sul futuro, Marina Rossi
Il modello wikipedia sfida Google, Serena Patierno