L’eccesso di emozione e di partecipazione seguita al decesso del cantante ha causato difficoltà anche alla celebre enciclopedia online e al popolare social network
MILANO - Che fatica star dietro alle notizie ai tempi della rete. Se il ciclo continuo delle news sul web è un rebus per le testate tradizionali che hanno redazioni dedicate a seguire i fatti nella loro evoluzione, anche i media sociali (e i loro milioni di collaboratori) possono soffrire nella rincorsa all’incessante istantaneità. La notizia della morte di Michael Jackson, dalle prime voci fino alla definitiva conferma, è stata in questo senso un banco di prova impegnativo per i principali siti partecipativi. A cominciare dalla regina del genere, Wikipedia dove, a partire dai primi rumors che davano la pop star ricoverata in ospedale, è scattata la guerra delle modifiche alla «voce» in lingua inglese dedicata al cantante.
LA BATTAGLIA DELLE REVISIONI – Tra chi lo spacciava già per deceduto, chi parlava di arresto cardiaco, o di semplice ricovero, c’era anche chi gettava acqua sul fuoco appellandosi a minimi criteri di attendibilità: «Non è morto fino a che una fonte degna di fiducia non lo conferma». Nel mezzo di modifiche, revisioni, restaurazioni e discussioni il sito partecipativo è andato in tilt: «Scusate – recitava ad un certo punto un messaggio che accoglieva i visitatori – questo sito ha delle difficoltà tecniche». Ad un certo punto, per porre fine alla contesa, qualcuno dei redattori di Wikipedia ha aumentato i livelli di protezione inibendo ulteriori modifiche fino a quando la situazione non fosse stata chiarita. Questa mattina, ad acque più calme, l’enciclopedia recita: «Michael Jackson è morto il 25 giugno 2009 all’età di 50 anni, a causa di un sospetto arresto cardiaco o di un attacco di cuore. La causa specifica del decesso deve ancora essere determinata»…