In guerra contro la povertà. Ma dalla parte sbagliata
Da leggere, gustare e meditare questo editoriale di Alessandro Robecchi sul manifesto di oggi. Il tema è la decisione del Comune di Firenze di vietare ai mendicanti di chiedere l’elemosina sdraiati o in posizioni che ostacolano il passaggio dei pedoni. Come scrive Repubblica:
… l’assessore-sceriffo Graziano Cioni, responsabile sicurezza della giunta guidata dal sindaco Leonardo Domenici, annuncia il giro di vite: “Vieteremo l’elemosina sui marciapiedi e nelle strade quando crea intralcio o pericolo per il traffico o per i pedoni”.
E’ tutto scritto nella bozza di nuovo regolamento di polizia municipale: non è vietato l’accattonaggio, non si può. E’ vietato però per i mendicanti sdraiarsi sui marciapiedi e ostruire il passaggio dei pedoni. O intralciare il traffico ai semafori. Mendicare si può, la legge non lo punisce, ma solo in piedi.
Scrive Robecchi:
Una signora non vedente è inciampata in un mendicante, e lo spiacevole incidente prelude dunque alla cacciata dei mendicanti da Firenze, una cosa che somiglia molto al colpirne cento per educarne uno (quando si dice: più realisti del re). Ma sia: se c’è una cosa che non scarseggia sono i capri espiatori, esauriti i lavavetri (venti temibili eversori armati di spugne che tenevano in pugno la città di Dante), si passa ai mendicanti. La stagione elettorale aiuta: chissà di quali mirabolanti sondaggi sono in possesso l’assessore Graziano Cioni e il sindaco Leonardo Domenici. Forse c’è qualche studio avanzato, qualche grafico di flussi elettorali che dice che cacciare i poveri rende popolare la sinistra, o quel che ne rimane.
