Sommario Chips&Salsa – 28 febbraio 2008

Oggi, come ogni giovedì, è in edicola con il manifesto Chips&Salsa, inserto settimanale di tecnologie realizzato da Totem e il manifesto.

Ecco di che cosa si parla:

Hollywood e la via del web, Raffaele Mastrolonardo

Negli Stati Uniti gli incassi al botteghino sono fermi, e nel 2007 i proventi dei dvd (che valgono più del doppio di quelli dei biglietti nelle sale) sono calati per la prima volta in 8 anni. Nel frattempo, i grandi canali televisivi puntano sui reality e l’ultima speranza del settore, i dischi ad alta definizione, è ancora a un livello di diffusione embrionale. Che fare allora? L’Economist ha un suggerimento: prendere sul serio internet

L’invasione degli ultra-piccoli, Carola Frediani

Le nanotecnologie riempiono i negozi ma poco si sa dei loro rischi. In Europa e in America i ricercatori si interrogano sulle possibili conseguenze della manipolazione della materia a livello atomico. E mentre Bruxelles fa i primi passi, i consumatori restano perlopiù inconsapevoli.

La via bolivariana alla società dell’informazione, Marco Trotta

Software libero e sovranità nazionale sulle tecnologie. In Venezuela il socialismo passa anche dalla rivoluzione digitale. Senza dimenticare la lezione di Allende.

E a Genova si alleva il robot open source, Alessandra Carboni

Piccolo e sofisticato, italiano e “aperto”, iCub sta crescendo nei laboratori dell’Iit del capoluogo ligure. Progettato per non smettere di imparare, punta tutto sulla condivisione per sconfiggere i ricchi colossi del settore.

Apro o non apro? Il dilemma di Microsoft, Raffaele Mastrolonardo

Il colosso del software annuncia: programmi più aperti e interoperabilità. Il mondo open è scettico, la Ue pure. Ma qualcosa, in fondo, è davvero cambiato.

E ancora:

MEDIA – In diretta sul peer-to-peer, Gabriele De Palma

VERSO IL 13 APRILE – Il web ti dice chi vince, Valentina Tubino

COMUNICAZIONE – La presentazione diventa minimal, Marina Rossi

Quegli scricchiolii della pubblicità online

comScore dice che i click sulla pubblicità online sono in calo e il titolo di Google cala del 7 per cento. Ma non è solo il motore di ricerca di Mountain View a soffrire: a quanto pare, anche le performance pubblicitarie di Yahoo! non sono eccellenti.

Complicato individuare le cause di questo risultato negativo. Le spiegazioni proposte vanno dagli inserzionisti che acquisterebbero meno parole chiave nei sistemi di pubblicità testuale, a una minore propensione all’acquisto degli utenti in tempi di quasi recessione (il Wall Street Journal intravede segnali di una “click recession”). E questo nonostante dalle parti di Google siano convinti che la pessima situazione economica possa spingere i consumatori ad aumentare i loro acquisti online alla ricerca di occasioni e le possibilità di comparare i prezzi.

Sia come sia, mi pare interessante notare che questa non è la prima notizia che incrina lo scenario, fin qui prevalentemente roseo ed entusiastico della reclame virtuale. A gennaio era stata proprio Google a denunciare inaspettate difficoltà a monetizzare il traffico dei social networking attraverso la pubblicità. Mentre un recente studio ha rivelato la scarsa attendibilità dei click sui banner: il 50 per cento delle visualizzazioni proverrebbe da un misero 6 per cento di utenti.

Difficile attribuire significati ampi a questi segnali. Una cosa, però, mi pare sicura: la strada verso quegli 80 miliardi di dollari che secondo alcuni analisti costituiranno il mercato della pubblicità online nel 2010 non sarà liscia e in discesa come tante dichiarazioni ottimistiche sembrano implicare. Sarà, invece, piena di curve e di alti e bassi. E dunque molto più interessante.

I clic pubblicitari sono in calo rispetto allo stesso periodo del 2007, ma soprattutto rispetto all’ultimo trimestre dell’anno: tra lo scorso novembre e gennaio 2008 il numero di clic è sceso del 12 per cento. Questi dati sono stati accolti con molta preoccupazione da Wall Street che ha così riversato le perplessità sulle azioni di tutti i motori di ricerca.

Sommario Chips&Salsa 21 febbraio 2008

Ritorna, dopo una settimana di pausa, dovuta a trasferta in terra catalana, il sommario di Chips&Salsa, che anche domani, come ogni giovedì, sarà in edicola con il manifesto.

Ecco di che cosa si parla:

 

Bernabé, il flan e il topolino, di Gabriele De Palma

Se il ristorante si giudica dal menù, allora lo chef Franco Bernabè ha appena iniziato a titillarci le papille gustative, presentando i primi antipasti in attesa del piano industriale, il lauto pasto di cui il sistema tlc nostrano abbisogna. Prima del piatto principale, che verrà redatto nella riunione del cda il prossimo 6 marzo, il nuovo management di Telecom Italia ha annunciato la nascita di Open Access, divisione che si occuperà della gestione della rete.

WiMax, c’è Mediaset nell’aria, Gabriele De Palma

Berlusconi vuole anche la banda larga senza fili. Dopo l’analogico e il digitale terrestre, il biscione punta alla rete. L’occasione è l’asta per le licenze WiMax, la posta in gioco pubblicità online, VoIp e tv via internet. Un monopolio senza confini?

La Casa Bianca si conquista con un click, Carola Frediani

Tonnellate di informazioni e gang criminali. L’emergenza rifiuti in salsa digitale si chiama «spam». Continuazione del mercato con altri mezzi.

Obama primo presidente internet?, Antonio Sofi

Network sociali, YouTube, remix dei contenuti. In rete vince chi riesce a trovare il giusto compromesso tra apertura e controllo della comunicazione. Come Barack.

“Niente sarà più come prima”. Parla il guru della web-politica, Antonio Sofi

 

Internet cambia il modo in cui i candidati comunicano e i cittadini partecipano. A colloquio con Joshua Levy del Personal democracy forum, che esalta la rete e critica Hillary e McCain per il loro uso sbagliato del web.

E ancora:

SOLIDARIETA’ – A spasso per lo slum virtuale, Eva Perasso

INTERROGATIVI – Bill Gates monopolista della malaria?, Marina Rossi

CENSURE – Dvd Jon libera i file, Raffaele Mastrolonardo

 

I fatti e le opinioni

E’ davvero possibile tenere separati i fatti dalle opinioni? Non sempre, secondo Jeff Jarvis, soprattutto non in queste primarie Usa. Dove, dice (e dimostra) il giornalista, i media rivelano un forte pregiudizio negativo nei confronti della Clinton e uno positivo verso Obama.

E allora? La soluzione, dice Jarvis, è che i giornalisti dichiarino pubblicamente per chi votano e chi sostengono.

PS: Nel caso non si fosse capito, Jarvis nelle primarie ha votato Hillary.

: I didn’t think it was necessary to append this to every post on the topic but judging by the comments, it couldn’t hurt: I voted for Clinton in the primaries.

Sommario Chips&Salsa – 7 febbraio 2008

Anche questo giovedì, come ogni giovedì, in edicola con il manifesto c’è Chips&Salsa, inserto settimanale dedicato alle tecnologie realizzato da il manifesto e Totem (domani, come sempre, metto i link agli articoli).

Ecco di che cosa si parla:

Se gli utenti non abboccano, Raffaele Mastrolonardo

L’offerta di Microsoft per Yahoo! ha dato ancora più fiato alle trombe (e ai tromboni) della pubblicità online. Una torta, si è letto e riletto in questi giorni, che oggi vale 40 miliardi di dollari e raddoppierà entro il 2010 per la quale i due colossi della rete (come si dice qua fianco) sono pronti a scannarsi. Tutto vero, tutto giusto. Se non fosse che l’enfasi sulle sorti progressive della réclame virtuale rischia di semplificare la realtà nascondendo quegli inciampi sul percorso che rendono la storia (non solo della tecnologia) più avvincente.

Google-Microhoo! 4 a 3, Eva Perasso

Nel campionato del web è ormai testa a testa. La possibile fusione Microsoft – Yahoo! contro Google appassiona il mondo e approda al barsport. Chips&Salsa non si tira indietro e prova a giocare la partita.

Spazzatura è business, anche su internet, Nicola Bruno

Tonnellate di informazioni e gang criminali. L’emergenza rifiuti in salsa digitale si chiama «spam». Continuazione del mercato con altri mezzi.

«Inquinare è il mio mestiere». Confessioni di uno spammer pericoloso, Nicola Bruno

La differenza tra un’e-mail indesiderata e il marketing? Nessuna. Parola di «Donald», uno degli «inquinatori» più ricercati della rete. Guadagna fino a 30 mila euro al mese e si considera solo un uomo d’affari: «offro alla gente quello che vuole».

Quello spam dai mille volti, Marina Rossi

Non solo email. I messaggi spazzatura arrivano anche via video, VoIP e blog. Dalla carne in scatola alla propaganda politica, l’invasione si moltiplica.

E ancora:

ARMI – Le vie della guerra sono infinite, Patrizia Cortellessa

ELEZIONI – WikiDemocracy Programmi senza partito, Marina Rossi

MALATTIE – Contrordine: obesi e fumatori costano meno, R.M.