mastroblog

28 Settembre , 2007

Volenterosi?

Archiviato in: Iraq — Tag:, — raffaele @ 8:43 am
Paesi come Messico, Cile, Angola e Camerun devono sapere che c’è in gioco la sicurezza degli Stati Uniti e agire con un sentimento di amicizia nei nostri confronti. Il presidente Lagos deve sapere che l’accordo di libero scambio con il Cile è in attesa di conferma da parte del Senato, e che un atteggiamento negativo potrebbe mettere in pericolo la ratifica. L’Angola sta ricevendo fondi del Millenniun Account e anche questi potrebbero essere compromessi se non si mostreranno positivi.

Questi, secondo i documenti recuperati da El Pais, gli “argomenti” che Bush aveva in mente di usare con alcuni Paesi per ottenere l’approvazione della risoluzione che doveva autorizzare l’invasione dell’Iraq. Un bello squarcio dietro la retorica di facciata dell’amicizia, dei volenterosi, etc. etc.

22 Settembre , 2007

Ma guarda un po’ te…

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 10:40 am

Capita a tutti, almeno una volta, di essere profetici nella vita. Ma non è che uno può scegliere. A me, per esempio, è capitato ieri. E, per giunta, grazie a una boutade, a una di quelle cose che si dicono nel tentativo di chiudere in modo brillante un pezzo, già di per sé volutamente ironico. Insomma, una cosa detta così, tra il serio e il faceto, con l’intento di veicolare qualche concetto, ma senza la pretesa di essere fattualmente accurati. E invece… Invece, guarda un po’ te, tra tutte le previsioni serie che mi è capitato di fare nella vita (nella maggior parte dei casi sbagliate), il bonus della profezia me lo dovevo giocare proprio così.

In poche parole è successo questo. Ieri ho scoperto, grazie al blog di Vittorio Zambardino, che il Foglio ha pubblicato un attacco in grande stile ai blog. Ai blog e alla presunta democrazia della rete, all’autorefrenzialità dei diari online, alla blogosfera come élite (di sinistra per giunta), eccetera eccetera.

Non appena letto mi è venuto un colpo. Mi è subito ritornato in mente infatti che a luglio avevo scritto un articolo per il mensile Linus (quello dei fumetti, niente a che fare con l’open source) dedicato all’ultimo libro di Andrew Keen, The cult of amateur. Un pezzo, almeno nelle intenzioni, piuttosto divertito in cui, immaginavo la parabola (discendente) di Keen da acuto e dissacrante Paolo Villaggio del web 2.0 a novello teorico della crisi dell’occidente. Scrivevo:

Insomma, come spesso accade agli ex, il corrosivo sberleffo sfuma in teoria, per giunta con venature catastrofiste e una retorica dagli echi vagamente di destra. Ma forse, a pensarci bene, era inevitabile. Dopo tutto, molti dei saggi confluiti nel libro di Keen sono apparsi originariamente su The Weekly Standard, il settimanale di riferimento dei neo-conservatori. Sì, proprio loro: quelli della guerra in Iraq e della democrazia da esportazione. Sono riusciti – lo dice l’Unicef – nell’impresa di far stare i bambini iracheni peggio che sotto Saddam. Cosa volete che sia trasformare un brillante critico della tecnologia in un (modesto) teorico della decadenza della cultura occidentale?

E, proprio alla fine del pezzo, concludevo con un riferimento ironico ai neoconservatori di casa nostra sempre alla ricerca di battaglie culturali da combattere e sempre pronti a trarre spunto dalle imprese dei cugini americani.

Chi sperava di avere trovato un Villaggio dell’era hi-tech si ritrova così con un aspirante Giuliano Ferrara. Anche se, a ben vedere, una nota positiva c’è: i neocon potrebbero aver deciso di passare alle guerre virtuali, un terreno dove sicuramente faranno meno danni. E allora, guarda tu i paradossi, non ci resta che pregare di leggere presto un editoriale del Foglio in cui non si spara contro la fecondazione assistita ma contro Second Life. Sarà il segnale che la nuova battaglia è cominciata.

Insomma, capite bene che mi è difficile resistere: a) al sospetto che la pagina anti-Blog segnalata da Zambardino sia quel segnale; b) alla sensazione di essermi giocato in questo modo l’unica carta profetica della vita.

12 Settembre , 2007

L’agenda degli utenti contro quella dei media di massa

Archiviato in: giornalismo, media — raffaele @ 9:56 pm

Un recente studio redatto dal Project for excellence in journalism (Pej) - gli stessi che ogni anno compilano il fondamentale rapporto sullo stato dell’informazione negli Stati Uniti - mette a confronto, in una settimana tipo, la selezione delle notizie da parte dei media tradizionali e di alcuni dei più popolari siti di notizie gestiti interamente dagli utenti, quali Digg, Reddit e Del.icio.us.

L’obiettivo è quello di capire come cambia l’agenda dei media una volta che sia eliminato il lavoro di una redazione centrale e si esca dalle prassi consolidate dei mainstream media. Si tratta solo di un primo passo, ovviamente, che necessita di ulteriori approfondimenti. Mi pare, comunque, molto interessante. I primi spunti che mi ha suscitato li ho pubblicati qui.

6 Settembre , 2007

Tutti pazzi per la semantica

Archiviato in: articoli — raffaele @ 9:59 am

Se c’è una parola di moda nell’universo tecnologico questa è “semantica”. In uno di quei periodici innamoramenti collettivi che attraversano il volubile cuore dell’hi-tech, sembra che sia proprio da lì, dall’unione della scienza dei significati con l’informatica, che debba venire il prossimo salto in avanti del settore. C’è chi ha già trovato il nome per questo connubio: Web 3.0, nella speranza di evocare una rete che riesce a tenere insieme le ambizioni del web semantico ideato da Tim Berners Lee con l’esplosione anarchica del web 2.0.

Quanto questi entusiasmi possano tradursi in realtà non è facile a dirsi. L’universo tecnologico è ricco di formule che hanno avuto i loro 15 minuti di celebrità e poi sono finite nel dimenticatoio. E allora l’unica cosa da fare per capire che cosa c’è di vero dietro al boom e quanto possiamo realisticamente aspettarci dalle tecnologie semantiche l’unica cosa da fare è rivolgersi a uno specialista. In questo caso Marco Varone, Chief Technology Officer di Expert System, azienda che da anni sviluppa soluzioni semantiche. E che oggi scopre, con un misto di soddisfazione e preoccupazione, che il suo core business sta diventando importante.

Continua…

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