Lo spazio, De Kerckhove e il riscaldamento globale
Spazio, maledetto spazio. La carta ha questo difetto: ti costringe a scrivere entro dei limiti. E ha questo pregio: ti costringe a scrivere entro dei limiti. Spesso ti porta a sacrificare qualcosa a cui ti sei molto affezionato. La stragrande maggioranza delle volte ti fa eliminare quello che era ridondante.
Per esempio nell’intervista a Derrick De Kerckhove apparsa ieri sul manifesto ho dovuto lasciar fuori un sacco di materiale. In particolare, un passaggio sulla maturità politica dei blog che, infine, ho lasciato da parte ma che riporto qui:
Sempre Lovnik accusa i blogger di essere incapaci, dal punto di vista politico, di andare oltre la dicotomia liberal-conservatore. Sei d’accordo?
Credo che Lovink abbia ragione. I blogger hanno riprodotto in Rete i pregiudizi della divisione tra liberal e conservatori. E questo perché sono cresciuti in un ambiente che li ha indottrinati in questo modo. Per andare oltre questo schema mentale c’è bisogno di una più forte evoluzione come quella che può derivare deriva dalla paura di alterare il clima del nostro pianeta. A quel punto avremo una politica molto diversa rispetto a quella con cui stiamo ancora giocando in questo momento. La gente comincerà a domandare ai propri governi di comportarsi come persone adulte. YouTube e i blog sono ormai in grado di dettare l’agenda politica. Ed è per questo che ho grande fiducia nel fatto che uno dei grandi impegni delle generazioni più giovani sarà quello di proteggere il pianeta richiedendo regolazione e rispetto del trattato di Kyoto.
Chissà, a ripensarci, forse avrei dovuto lasciarla questa risposta. Anche alla luce di questo articolo di BusinessWeek sul nuovo radicalismo dei campus americani in nome della salvezza del pianeta. Per fortuna che c’è il web dove non si butta via niente.
Sempre in tema, già che ci siamo, pare che la Gran Bretagna stia giocando una nuova carta nella battaglia per far crescere la consapevolezza dei rischi legati al riscaldamento globale. Secondo questo articolo del Financial Times, il governo inglese punta a cercare di convincere gli stati più riluttanti in materia che c’è una diretta correlazione tra cambiamento climatico e sicurezza. Aggiornamenti qui.
