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30 Dicembre , 2006

Fatemi pagare, vi prego

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 9:00 am

D’accordo, ci vuole un po’ di autolesionismo per decidere di dedicare una mattina di un giorno di ferie a sbrigare una serie di faccende burocratiche. E stamane evidentemente mi volevo fare del male visto che mi sono recato alla sede della Gestline, l’agenzia che si occupa di riscuotere i pagamenti per conto del Comune di Genova, per chiedere informazioni relative alla mia posizione e saldare. (continua…)

28 Dicembre , 2006

Io ho firmato…

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 4:30 pm

banner_novartis.gif…una petizione lanciata da Medici senza frontiere per chiedere alla Novartis di non procedere con un’azione giudiziaria contro il governo indiano e la sua legge sui brevetti. La causa potrebbe ostacolare l’accesso ai farmaci da parte dei Paesi più poveri.

Per chi volesse fare altrettanto qui ci sono maggiori informazioni e qui c’è la petizione.

(via Murrus)

Blog nel 2007: le profezie di Gartner

Archiviato in: Finanza & Mercati, articoli, internet — raffaele @ 12:21 pm

testata_fem_180.gifAvanti o indietro poco cambia. In questo scorcio di fine anno sia gli sguardi retrospettivi che quelli sul futuro dell’Internet sembrano concentrarsi sulla stessa cosa: la comunità degli utenti e la loro voglia di creare. Guardando ai 365 giorni appena trascorsi, come è noto, Time Magazine ha deciso di affidare la palma di persona (collettiva) dell’anno ai navigatori in quanto nuovi detentori delle chiavi dell’informazione e dell’intrattenimento.

Nemmeno il tempo di esaurire commenti e polemiche ed ecco arrivare, per il 2007, una tesi di Gartner sul medesimo tema ma di segno apparentemente opposto: il fenomeno dei blog e più in generale dei contenuti generati dagli utenti sarebbe infatti vicino a raggiungere la sua vetta. Quanto vicino? Già nella prima metà dell’anno prossimo, afferma la società di analisi e consulenza quando gli appassionati dei diari online raggiungeranno i 100 milioni. Sarà quello, spiegano, il punto più alto; dopodiché, si assisterà a un processo di normalizzazione in cui il fenomeno si stabilizzerà per entrare nella fase di maturità. (continua…)

Poeti, navigatori e free-rider

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 9:20 am

italia_flag.jpgCercherò di farla breve. Non mi ricordo dove, né esattamente quando, né come, so solo che qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi dopo tanto tempo nel concetto di free-rider. Semplificando molto (lo dico come se se fossi in grado di esprimermi altrimenti…), costui, il free-rider, è il cruccio ma anche il nocciolo delle riflessioni di molti economisti e filosofi politici.

Free-rider infatti è chi, agendo in modo massimamente razionale (quantomeno dal punto di vista di una razionalità puramente utilitaristica e individuale) sfrutta il fatto che tutti gli altri seguano le regole mentre lui le trasgredisce a proprio vantaggio. Dal punto di vista teorico, quella del free-rider è evidentemente la posizione ideale: tutti rispettano le leggi e quindi limitrano la ricerca del proprio interesse tranne lui che ne approfitta.

Per ridurre la presenza e l’influsso di free-rider ci sono varie strategie. Si può, per esempio, aumentare le pene o renderle più certe in modo da scoraggiare il comportamento deviante con la paura delle conseguenze negative. Oppure si può puntare su una diffusa riprovazione sociale in modo da rendere simili atteggiamenti meno accettabili e dunque meno convenienti in un dato contesto. Il sistema di feedback di eBay che determina la reputazione del venditore serve proprio a questo. (continua…)

23 Dicembre , 2006

Gli inquinatori dell’informazione ‘06

Archiviato in: giornalismo, media — raffaele @ 3:34 pm

p6b.jpgIl Center for media and democracy ha reso noti i vincitori della suo tradizionale premio di fine anno, Falsies on Parade: The Worst Spinners of 2006, come a dire i peggiori inquinatori dell’informazione nell’anno che va a concludersi.

Vincitore assoluto il network Abc per un documentario sull’11 settembre scritto e prodotto da film-maker conservatori.

Medaglia d’argento per la National Association of Broadcast Communicators e la Radio-Television News Directors Association, due associazioni che si oppongono alle denunce del Center for media and democracy sui video e le interviste pre-confezionate dagli sponsor e mandate in onda dalle emittenti televisive come servizi indipendenti e imparziali.

Terzo posto per le innumerevoli pseudo-associazioni dal basso finanziate, in realtà, dai big delle telecomunicazioni che cercano così, subdolamente, di combattere il principio della neutralità della rete.

(via Craigblog)

Se Omero era una donna

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 2:59 pm

omero.gifUn po’ di tempo fa questa notizia del Corriere mi aveva un po’ preoccupato. Omero, il poeta dell’Iliade e dell’Odissea, sarebbe in realtà stato una donna.

Un ribaltamento sessuale, questo, che mi avrebbe costretto a rivedere tutta una serie di immagini, di idee, di concezioni che mi sono formato fin da bambino e che, come tali, si sono ormai incrostate nella mia testa. Insomma, sarebbe stato un aggiustamento molto faticoso.

Per fortuna, è intervenuto il mio amico Luca Ottonelli a rimettere le cose a posto e ora sono più tranquillo.

20 Dicembre , 2006

La scelta di Time vista da dietro le quinte

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 6:46 pm

NewAssignment.Net intervista Stephen Koepp di Time Magazine sul processo decisionale che ha portato alla scelta del popolo della rete come persona dell’anno.

A Roma un summit per governare la rete

Archiviato in: Corriere della sera.it, articoli, e-government — raffaele @ 5:25 pm

logo_home_corriere.gifROMA – Quale governo per la rete? A lungo la questione è rimasta confinata in poco affollate riunioni tra specialisti. Ma con il crescere della popolazione dei navigatori, il moltiplicarsi dei servizi e l’entusiasmante protagonismo degli utenti stessi la questione sulla necessità o meno di una sorta di costituzione dell’Internet ha cominciato farsi più pressante. E a fare capolino al di fuori di convegni per iniziati.

Se ne è parlato lo scorso anno in occasione del World summit on the information society delle Nazioni Unite di Tunisi. Si è proseguito il ragionamento all’inizio di novembre presso l’Internet Governance Forum tenutosi ad Atene, dove fu proprio il governo italiano a proporre la redazione di un Carta dei diritti e dei doveri della Rete. E se ne continuerà a parlare a Roma nel maggio prossimo in una conferenza internazionale sul tema annunciata ieri dal sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi.

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19 Dicembre , 2006

Il divo 2006 è l’internauta

Archiviato in: articoli, il manifesto, internet — raffaele @ 7:19 pm

testpg.gifLa parola più cliccata su Google nel 2006? Bebo. Chi pensava che il primo posto sarebbe toccato a Paris Hilton deve dunque riflettere. O più semplicemente ammettere che non ha ancora capito bene in che direzione sta andando l’internet da qualche tempo a questa parte. Già perché dietro un termine che suona come un vezzeggiativo si nasconde un servizio di interazione sociale, uno di quei siti in cui i ragazzi (ma non solo loro) creano pagine web, le personalizzano attraverso contenuti propri e, a partire da lì, sviluppano rapporti con coetanei di tutto il mondo. (continua…)

La storia di due internet

Archiviato in: Stati Uniti, internet — raffaele @ 2:53 pm

Due notizie che, accostate dal flusso causale e caotico dell’informazione in rete, ci raccontano di due internet. La prima, a stelle e strisce, cresce e si diffonde diventando sempre di più un ingrediente della dieta mediatica dei cittadini. La seconda, tricolore, procede a passo di lumaca.

La prima. Negli Stati Uniti l’internet si appresta a diventare a tutti gli effetti un media mainstream. Nel 2007 la navigazione online superare in termini di ore la lettura dei giornali: 195 ore contro 175.

La seconda. In Italia, afferma un’indagine Istat segnalata da Punto Informatico, tra il 2005 e il 2006 la percentuale di famiglie collegate in rete è cresciuta di poco assestandosi al 40 per cento. Un risultato che ci colloca al 15° posto nella classifica dell’Europa a 25. ‘ Piuttosto sconfortante, poi, è scoprire che tra le ragioni del mancato accesso il 31,9 per cento delle famiglie cita l’incompetenza informatica, mentre il 39,6 per cento afferma di non avere interesse per il medium. Come a dire c’è chi forse vorrebbe ma non può. E chi, ancora peggio, nulla sa della marea di opportunità offerte dal mondo online.

18 Dicembre , 2006

Sempre a proposito di….noi: i termini più cliccati su Google nel 2006

Archiviato in: internet — raffaele @ 4:56 pm

google-zeitgeist.jpgLa Bbc segnala la classifica dei termini più cliccati su Google nel 2006. La lista sembra la giusta musica di accompagnamento per la “scoperta” di Time. A farla da padrone, infatti, è il web sociale.

Ai primi due posti si trovano Bebo e MySpace, due siti di social networking. Al quarto il sito di video Metacafe (mentre il termine “video” si piazza settimo). Wikipedia e “wiki” occupano, rispettivamente il sesto e il decimo posto delle parole più cercate e “radioblog” raggiunge la quinta piazza.

Senza avventurarsi in analisi sociologiche azzardate, il responso di Google una sua chiarezza, mi pare, ce l’ha. Chi frequenta la rete è sempre più conscio delle potenzialità creative e relazionali del mezzo. Va alla ricerca di strumenti per esprimersi, ha voglia di creare, desidera vedere, leggere e ascoltare quello che producono gli altri utenti, si fida della conoscenza elaborata dai suoi pari. Se non è democrazia questa, non so cos’altro lo sia.

Niente di nuovo,verrebbe da dire, niente che chi frequenta la blogosfera e scrive di queste cose non sapesse già da tempo. Ma la classifica di Google, nella sua bruta rappresentazione quantitativa, offre un’evidenza cristallina di questo processo. E spiega anche un po’ perché Time si sia accorto del fenomeno. Finalmente, si dice in giro. Personalmente, sarei per leggere l’avverbio in senso positivo: quando il rappresentante di un sistema di potere consolidato riconosce quello che fino a un po’ di tempo addietro ha o ignorato o considerato nemico non può essere che una vittoria. Tra chi invita a salutare con favore l’evento e chi resta scettico, dunque, per quel che vale (pochissimo….), sto con i primi.

I termini più cliccati su Google nel 2006

1. Bebo

2. MySpace

3. World Cup

4. Metacafe

5. Radioblog

6. Wikipedia

7. Video

8. Rebelde

9. Mininova

10. Wiki

17 Dicembre , 2006

La persona dell’anno sei TU

Archiviato in: internet — raffaele @ 1:16 pm

genimageaspx.jpg

Più del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, più del numero uno cinese Hu Jintao, più del famigerato dittatore nordcoerano Kim Jong-il. Più di tutti gli individui influenti che in questo anno hanno occupato le cronache dei giornali.

La persona più influente del 2006 secondo il settimanale Time, sei TU (e quindi anche io e anche voi, direi) in quanto utente generatore di contenuti. La motivazione: avere attentato “al dominio dei media globali”, avere fondato e dato una struttura “alla nuova democrazia digitale”, e “lavorare senza compenso e di battere i professionisti nel loro stesso campo” (anche se su questo qualcosa da dire c’è…).

Ovviamente, il riconoscimento di Time vale quel che vale (per lo più a far sì che gli altri media parlino del settimanale) , però è anche il segnale che, mentre qualcuno discute ancora del pericolo rappresentato dai video in rete, di bullismo via internet e cose del genere, il mondo è già da un’altra parte. La sfida è comprenderlo questo mondo e anche, già che ci siamo, partecipare per farlo andare nella direzione che riteniamo migliore.

UPDATE (17.45): vedo ora che ne parla anche Jeff Jarvis. Che dice un paio di cose che mi piacciono assai.

La prima è racchiusa nel titolo del suo post: “Siete sempre stati voi”. Nel senso che i protagonisti sono sempre stati le persone, gli individui, gli utenti, in una parola “noi”. L’unica differenza, secondo Jarvis, è che ora istituzioni come Time, che sono a lungo state convinte di essere gli unici detentori del potere di costruire l’informazione, non possono fare a meno di riconoscere il protagonismo dei pubblici attivi.

La seconda (che forse mi piace ancora di più per il suo  slancio antagonista…) è che “la copertina di quest’anno rivela come la nozione [...] di una singola persona della anno nella singola più duffusa rivista sia un anacronismo sociale. E’ un retaggio dell’era della massa. E’ la presunzione dei mass media che pensano di poter scegliere una persona che è stata importante per il mondo e che noi presteremo attenzione”.

15 Dicembre , 2006

Era un dittatore però…

Archiviato in: economia — raffaele @ 6:13 pm

…il suo Cile è diventato un modello di successo dal punto di vista economico. Milton Friedman, i Chicago Boys, le liberalizzazioni, etc, etc, etc. Beh, in realtà, afferma Greg Palast, a Pinochet non possiamo attribuire nemmeno questo risultato.

14 Dicembre , 2006

3.0, semantico o chimera?

Archiviato in: internet — raffaele @ 2:49 pm

Mi è capitato di parlare più volte (qui, qui e qui, ad esempio) della discussione, sempre più affollata, sul prossimo web: 3.0 o semantico che dir si voglia. L’impressione è che, al di là delle tecnologie e della ricerca, ci sia anche tanta voglia di creare una nuova parola d’ordine, un po’ di buzz a fini strettamente commerciali.

Conferma il mio scetticismo Bernardo Parrella con un bell’articolo su Apogeonline significativamente intitolato “Il miraggio del Web 3.0″. Un pezzo tanto più interessante perché offre qualche indicazione più precisa su alcuni degli interessi dietro questa partita e su qualche tecnologia allo studio.

13 Dicembre , 2006

I profughi della medicina

Archiviato in: Stati Uniti — raffaele @ 8:00 am

Non si va in India solo per turismo o per esternalizzare l’It (anche se BusinessWeek ci racconta che Bangalore non è più l’unica destinazione delle aziende ccidentali).

Sempre di più, secondo questo articolo di Wired, la patria di Gandhi è meta di
di turisti un po’ particolaie: americani che vanno alla ricerca di prestazioni mediche che non potrebbero permettersi nel loro Paese.

L’aspetto interessante del fenomeno è che non riguarda interventi di chirurgia plastica, che da tempo sono una delle ragioni di viaggi in Turchia e altre nazioni. Al contrario, a servirsi degli ospedali indiani sono per lo più statunitensi senza assicurazione sanitaria (erano 46 milioni nel 2005). Questi “profughi della medicina”, come li chiama il New England Medical Journal, vanno alla ricerca di cure più essenziali. E il trend aumenterà nei prossimi anni: secondo uno studio condotto da McKinsey e la Confederation of Indian Industry nel 2012 i turisti stranieri spenderanno in India 2 miliardi di dollari per servizi sanitari.

Ora che ci penso, mi viene in mente che quest’estate, in vacanza in India, mi sono comprato un paio di occhiali da vista. E non perchè li avessi perso quelli che avevo, ma perché costavano poco e mi parevano di ottima qualità. Ero un quasi-profugo della medicina e non lo sapevo.

The phenomenon of “medical tourists” — people who casually travel to foreign lands for face lifts or breast implants — has been well documented. But the new exodus of patients are looking for more essential care. Indian hospitals welcome these sick travelers with open arms, often lavishing them with more attention than they could expect in their home country.

11 Dicembre , 2006

In morte di un dittatore

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 7:39 pm

augusto-pinochet.jpgAnche i blog possono dire qualcosa sullo stato d’animo di un Paese. Certo, bisogna leggerli bene e bene interpretarli. Come fa questo articolo di PeaceReporter: la morte di Pinochet attraverso la lente della blogosfera cilena.

“I pinochetisti danno del codardo ad Allende, ma chi è più codardo, chi ha attaccato gente indifesa o chi è morto cadendo per i suoi ideali. Chiamano Pinochet il liberatore, ma si può essere liberatore quando si è colpevoli di repressione e omicidi? Quanti bambini ha lasciato senza genitori? Quante madri sono rimaste senza figli? A quanti ha ucciso il fratello? Quanti hanno dovuto sopportare vessazioni? Quante donne sono state violentate mentre venivano torturate? Se qualcuno pensa che è così che si comporta un eroe della patria…”.

L’intelligenza in comune

Archiviato in: articoli, il manifesto, internet — raffaele @ 11:48 am

testpg.gifAgenti intelligenti, ontologie, pubblici attivi. Gli ingredienti della rete prossima ventura spaziano tra fantascienza, filosofia e democrazia. Un po’ come se Asimov, Aristotele e le masse virtuali si incontrassero per progettare una rete in cui le macchine sono in grado di parlarsi grazie a un linguaggio comune e alla collaborazione umana. Sul nome di questa nuova frontiera non c’è accordo. Qualcuno preferisce il classico «web semantico», altri optano per un futuristico «web 3.0».

Quel che è certo è che di queste prospettive si parla sempre più spesso in articoli di testate non specialistiche (qualche settimana fa l’ha fatto nientemeno che il New York Times) e in convegni sull’argomento (l’ultimo in ordine di tempo, affollatissimo, organizzato dalla Fondazione Ibm la settimana scorsa). Non abbiamo ancora finito di esplorare le potenzialità del cosiddetto web 2.0 - così sono chiamati i servizi alla YouTube o alla Flickr che si fondano sul contributo attivo degli utenti – che già si getta lo sguardo alla nuova frontiera. Per scoprire, magari, che proprio dai germi di questa dimensione collettiva nasceranno i semi del web che verrà. (continua…)

6 Dicembre , 2006

2:50-50:1: la regola della ricchezza ineguale

Archiviato in: economia — raffaele @ 11:04 am

bob1.jpgIl 2 per cento degli adulti più ricchi del pianeta possiede la metà della ricchezza globale.

La metà più povera degli abitanti del pianeta si deve accontentare dell’1 per cento della ricchezza complessiva.

Per essere nella metà più ricca basta possedere una ricchezza stimata in 2.200 dollari.

Per rientrare nel 10 per cento più abbiente bisogna possedere beni o risparmi per un equivalente di 61 mila dollari.

All’1 per cento appartengono quelli che possiedono una ricchezza pari a 500 mila dollari (circa 37 milioni di persone)

I dati vengono da uno studio di un istituto di ricerca dell’Onu.

Ne parlano il Financial Times e la Bbc

5 Dicembre , 2006

Internet e gli anziani: di nuovo in tv

Archiviato in: geo & geo, internet — raffaele @ 11:29 pm

Evidentemente sulla via di diventare la prossima “tv star”. Mi han chiamato di nuovo in televisione. Di nuovo a Geo & Geo. Stavolta a parlare di Internet a anziani.

3 Dicembre , 2006

Blog d’Egitto

Archiviato in: Uncategorized — raffaele @ 4:10 pm

sfinge.gifRipete spesso Chomsky: vivere in un Paese dove è garantito un buon livello di libertà di stampa e di espressione, dove non si è messi automaticamente in carcere perchè si esprimono opinioni “pericolose”, dove non si è torturati o anche uccisi sempicemente per avere pronunciato parole scomode, aumenta le responsabilità degli individui. Quanto più si è liberi, tanto più si ha il dovere di cercare di raccontare la verità.

Questa visione mi torna in mente leggendo, su PeaceReporter (ringrazio Antonio per avermelo fatto scoprire), questo reportage sul crescente ruolo dei blogger e del citizen journalism in Egitto, un fenomeno che supera il conformismo dei media di regime, sfida la censura e il carcere e offre una nuova possibilità di espressione politica e sociale per le generazioni più giovani. Più di tante teorie, le storie e le voci di questi ragazzi ci rivelano concretamente il potenziale di libertà e di emancipazione portato dalla rete.

“Il mondo dell’informazione si rivolge sempre più spesso verso i blog, per cercare di capire cosa bolla in pentola nel nostro paese” commenta Hossam el Hamalawi, giornalista, attivista politico e autore del blog ‘Arabawi’. “I quotidiani egiziani sono, nel novanta per cento dei casi, organi di stampa del potere centrale e non forniscono notizie sui fatti che i lettori possano riscontrare nella vita di tutti i giorni. I blog, pur non pretendendo di essere obiettivi e di sostituire la stampa nel suo compito di formare l’opinione pubblica, riflettono da vicino i cambiamenti della società, e questo suscita l’interesse di tutti, in particolare delle nuove generazioni”.

La pagina da DUE milioni di dollari

Archiviato in: internet — raffaele @ 3:36 pm

basil.jpgA quanto pare Alex Tew, il furbo inventore della pagina da un milione di dollari, ci riprova. E raddoppia. Questa volta, si dice, il prezzo per gli inserzionisti sarà di 2 dollari a pixel. Con l’aggiunta di una specie di lotteria: 1 milione di biglietti verdi a chi cliccherà nel posto giusto. La nuova impresa dovrebbe chimarsi Pixelotto.

Funzionerà? TechCrunch, da cui prendo la notizia, ne dubita. Dopo tutto, sapete come si dice: se mi freghi una volta, la colpa è tua; se mi freghi due volte, la colpa è mia…

2 Dicembre , 2006

Ibm sposa il senso comune

Archiviato in: Finanza & Mercati, articoli, internet — raffaele @ 7:12 pm

testata_fem_180.gifMondo senza quiete quello dell’internet. Ancora non c’è accordo su che cosa significhi precisamente il Web 2.0 che già si guarda oltre, alla nuova frontiera. Non si fa a tempo a decantare le virtù sociali e partecipative della rete di ultima generazione che in giro già si annusa, sempre più diffuso, il bisogno di un ulteriore salto in avanti.

Quest’esigenza, nell’aria da tempo, ha ricevuto il definitivo sigillo un paio di settimane fa nientemeno che dal New York Times, con un articolo che lanciava il futuro sotto forma di nuova etichetta: il web 3.0. (continua…)

1 Dicembre , 2006

Il pianeta inquieto dei documenti in azienda

Archiviato in: Monthly Vision, articoli — raffaele @ 7:27 pm

visione_testata_1.JPGMentre un diluvio di informazione non strutturata inonda le aziende, procede a tappe forzate il consolidamento del mercato dell’Enterprise content management.

Un mondo in ebollizione che costringe i suoi abitanti a cambiare continuamente identità.

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