Illusione, ansia e qualità
Da quando uso un aggregatore Rss la mia esperienza di lettura quotidiana delle notizie è nettamente cambiata. E non credo, lo dico subito, che sia mutata in meglio. L’ansia e la sensazione di essere sommersi da una massa di informazioni che non si riesce a gestire cresce infatti quando ci si ritrova ogni santa mattina con qualche centinaio e più di feed da leggere. O meglio: da scorrere velocemente alla ricerca di qualcosa che solletichi l’intuizione, da occhieggiare rapidamente in modo da farsi un’idea quando si creda di avere trovato un che di utile, e da archiviare nella casella giusta per quando sarà il momento in cui servirà. Inutile dire che per la maggior parte delle notizie archiviate questo momento non arriverà mai.
Eppure, nonostante questi problemi, l’aggregatore è diventato uno strumento di lavoro indispensabile nella mia (fallimentare) opera di aggiornamento quotidiano. Aumenta sì la mia ansia ma mi permette al contempo di avere un’idea quantomeno approssimativa di quasi tutto quello che mi può interessare in relazione al mio lavoro. Mi dà l’illusione di non essermi perso nulla di fondamentale, di avere comunque, in qualche modo, di riffa o di raffa, valutato tutta l’informazione che mi può riguardare e di averla classificata alla bellemeglio, considerate le circostanze, e di averlo fatto in un tempo finito (un’ora e mezza, circa). Insomma, compro un’illusione al prezzo di un po’ d’ansia: non esattamente il migliore degli affari.
Fra l’altro, da quando uso l’aggregatore e mi ritrovo sott’occhio centinaia di titoli e di sommari tutti assieme ho finito per apprezzare ancora di più, paradossalmente, le virtù dell’attendiblità, della selezione delle notizie e della sintesi. Ad esempio, negli ultimi tempi sono ritornato ad essere un fan di Slashdot rispetto a Digg. Ogni giorno ringrazio il sistema top down di selezione delle notizie del primo, che porta sul mio schermo solo poche news, rispetto alla caotica ridondanza nel secondo. Il quale, sarà pure una miniera di informazioni altrimenti difficlmente aggregabili ma spesso mi porta informazioni inutili, qualche bufala e molta fuffa geek. Cosa che a volte mi fa perdere un sacco di tempo.
Detto questo, non mi risolvo a togliere Digg dall’aggregatore perchè (per ansia?) mi sembra di non poter fare a meno della sua completezza eccessiva. E così, ogni mattina mi capita di sognare un sito che combini le virtù dei due. Vuoi troppo, mi direte. Forse. Eppure continuo io a sperare. Tanto che tutta questa lunga, autorefereziale e un po’ logorroica tirata in realtà è solo una premessa per dire introdurre NewsTrust (via NewAssignment).
Da quel che leggo si tratta infatti di un sito di segnalazioni (né più né meno che Digg e Slashdot, anche se non è confinato alla tecnologia) in cui gli utenti votano le storie in base a parametri di qualità. Equilibrio, contesto, equità, fonti sono tutti indicatori tenuti in considerazione che vanno a comporre il rating della segnalazione. Allo stesso tempo, la media dei giudizi delle news si aggrega per comporre una valutazione della qualità delle varie testate da cui sono tratte. Non mancano, ovviamente, i giudizi sui recensori stessi. Insomma, al lettore sono offerte tutte le informazioni per consentirgli di valutare non solo l’interesse della segnalzione ma anche la supposta qualità e attendibilità di queste.
Ecco dunque che se il sistema cresce potrei avere allo stesso tempo un sito che mi offre una panoramica niente male su ciò che è rilevante e un’accurata selezione della qualità delle notizie. E a quel punto potrei anche rinunciare all’aggregatore. Tenendomi la mia illusione e risparmiandomi un po’ di ansia.
Nell’intrattenimento digitale il valore si spostano verso il centro. Lo dice un report (questa la 


A chi appartiene una lingua? Secondo 
Questa storia è affascinante. Un
La zietta (auntie), come la chiamano gli inglesi, è la 
Mentre Google 

Quando scende in campo sua maestà il
I democratici conquistano la Camera e il Senato e il mondo del business comincia a preoccuparsi. Dopo un decennio abbondante di profitti in ascesa senza corrispondenti aumenti dei salari, la vittoria al Congresso di un partito , almeno sulla carta, più favorevole ai sindacati spinge le testate economiche più importanti ad interrogarsi sul prossimo futuro del rapporto capitale-lavoro.
Proprio oggi a 
….Bielorussia, Birmania, Cina, Cuba, Egitto, Iran, Corea del Nord, Siria, Arabia Saudita, Tunisia, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam.
