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13 Settembre , 2006

Democrazie riluttanti atto II: il testamento di Riotta (che se ne va al tg1)

Archiviato in: Editorialisti — raffaele @ 3:48 pm

0j5j915m-180x140.jpgGianni Riotta è stato appena nominato nuovo direttore del Tg1. Se ne andrà dunque dal Corriere. Non prima, però, di averci lasciato un’altra testimonianza (la seconda in pochi giorni) del suo credo: la “riluttanza” delle democrazie alla guerra. Un’avversione, molto consolante, che questa volta scopriamo essere nota al mondo da “antica” data.

La lezione antica è che le democrazie riluttano sempre, fino alla fine, davanti alla guerra: perché gli elettori non la vogliono, e castigano i leader se gli esiti non sono quelli desiderati.

Resta il mistero sulla data a cui dobbiamo fare risalire questa lezione. Dobbiamo fermarci solo un paio di secoli addietro o dobbiamo scendere fino alla Guerra del Peloponneso tra la democratica Atene e l’oligarchica Sparta? Forse Riotta ci risponderà dal teleschermo.

Nel frattempo, quanto agli “esiti” delle guerre, quella al terrore, secondo l’Independent, ha causato “direttamente” la morte di almeno 62.006 persone e creato 4,5 milioni di profughi. Dalla cifra sono esclusi i militari iracheni morti durante l’invasione del 2003, i caduti della guerriglia in Iraq, coloro che sono morti di ferite collegate alla guerra e tutti i decessi non riportati dai media occidentali.

The “war on terror” - and by terrorists - has directly killed a minimum of 62,006 people, created 4.5 million refugees and cost the US more than the sum needed to pay off the debts of every poor nation on earth. If estimates of other, unquantified, deaths - of insurgents, the Iraq military during the 2003 invasion, those not recorded individually by Western media, and those dying from wounds - are included, then the toll could reach as high as 180,000.

1 Commento »

  1. e che ti avevo detto…

    Commento di bruno lizzio — 15 Settembre , 2006 @ 8:14 am

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