Chris Anderson,free,gratis
In articoli, il manifesto on 22 Novembre , 2009 at 2:50 pm
Nel regno dell’abbondanza le merci digitali hanno costi di produzione che tendono a zero. Così nel web la gratuità tende a diventare la norma e non l’eccezione. È la tesi che lo studioso e direttore di «Wired» Chris Anderson propone in «Gratis», il suo nuovo libro pubblicato da Rizzoli
C’è l’economia della scarsità fisica, quella in cui gli esseri umani hanno trascorso la gran parte della loro storia. E poi c’è quella dell’abbondanza digitale nella quale abbiamo cominciato a vivere solo da qualche anno. La prima funziona seguendo la teoria economica classica; la seconda si muove secondo regole in gran parte ancora da scrivere che poco hanno a che fare con i testi sacri della «scienza triste». Per capire lo scarto basta andare in edicola, sfogliare quintali di carta pieni di informazioni a pagamento e poi farsi un giro online per trovare la stessa informazione (e anche di più), solo gratis.
La differenza non è da poco e non è casuale. È anzi la caratteristica distintiva della «rivoluzione» innescata dalla rete che trasforma tutto quello che può in bit, immateriali e facili da trasportare, e rende abbondanti beni che prima erano scarsi. A pensarla così, fra gli altri, è Chris Anderson, direttore del mensile Wired e acclamato guru della rete, sbarcato in Italia con la sua ultima fatica, Gratis (Rizzoli, 19,50 euro). Nel precedente e fortunato saggio, La coda lunga, raccontava come cambia il business nell’era dell’abbondanza immateriale quando, senza le costrizioni dello spazio e degli scaffali fisici, prodotti che si rivolgono a pochi possono essere economicamente attraenti come quelli di massa.
In Gratis Anderson fa un passo ulteriore. Il futuro della maggior parte dei beni digitali, dice, è marchiato da una sola cifra: lo zero. Il cuore dell’argomento del nuovo libro è puro materialismo tecnologico. A portarci nel regno della gratuità saranno quei processi in virtù dei quali il prezzo dei supporti di memoria, della banda di trasmissione e dei processori, vale a dire l’architrave di ogni erogazione di servizi web, si dimezza in un periodo compreso tra i 9 e i 18 mesi. A questi ritmi il costo marginale della distribuzione di bit scivola verso lo zero e le aziende più aggressive si comportano di conseguenza, dando via beni digitali senza chiedere nulla in cambio…
e-government,Pdf Europe,politica
In Corriere della sera.it, articoli on 21 Novembre , 2009 at 12:58 pm
Una mappa fotografa la discussione politica europea online. Ancora pochi i contatti tra le varie comunità. Italia la più isolata
BARCELLONA – L’Europa sarà anche unita a livello istituzionale, ma per quanto riguarda la percezione politica dei cittadini, c’è ancora molto lavoro da fare. Nella realtà, ma anche sul web. Almeno questo è il verdetto emesso da una ricerca condotta su un campione selezionato di 10 mila siti politici in Francia, Germania, Italia e Olanda. Il risultato dell’indagine, realizzata da linkfluence, azienda specializzata in ricerche di mercato sui media sociali, è una mappa che fotografa le comunità politiche sul web del continente costruita analizzando la rete di collegamenti tra i vari siti.
UNITI MA DIVISI - Il quadro che emerge descrive un dibattito politico sull’Europa che continua a crescere, ma riproduce sul web i tradizionali confini fisici. Le aggregazioni di siti si compongono seguendo linee linguistiche, con poche intersezioni tra le varie comunità, che continuano, per lo più, a parlare a se stesse: i francesi con i francesi, i tedeschi con i tedeschi. Nella generale tendenza alla separazione, la sorpresa viene proprio dai soggetti che non ti aspetti, i gruppi di euroscettici, quelli che, per ideologia, sembrerebbero meno inclini alla contaminazione. E invece, secondo la ricerca, sono proprio i siti e i blog che esprimono posizioni contro l’Unione europea ad avere maggiori legami transnazionali attraverso reti parallele a quelle degli altri gruppi.
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banda larga,digital divide,piano romani
In articoli, il manifesto on 6 Novembre , 2009 at 12:16 pm
Berlusconi blocca gli investimenti per lo sviluppo della banda larga
Scusate tanto
, avevamo scherzato. Dopo mesi di rinvii, tentennamenti, dichiarazioni imbarazzate e rassicurazioni poco credibili, finalmente l’ammissione: i soldi promessi dal governo nel giugno scorso per lo sviluppo della banda larga nel nostro Paese non arriveranno. Con tanti saluti all’obiettivo di garantire una connessione da 2 megabit al secondo a tutti gli italiani entro il 2012.
A togliere ogni dubbio residuo è stato Gianni Letta in persona: gli 800 milioni che l’esecutivo aveva stanziato a giugno nell’ambito del cosiddetto “Piano Romani” (dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani) sono rimandati a data da destinarsi. «Lo stanziamento – ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – era stato previsto prima dell’avvento della crisi». Dopodiché il governo «ha dovuto riconsiderare le cose dando la precedenza a questioni come gli ammortizzatori sociali».
I soldi – ha precisato Letta – arriveranno «una volta usciti dalla crisi». Un orizzonte temporale che mette la parola fine ad un “giallo” che sempre più appariva come un segreto di Pulcinella. Tra gli addetti ai lavori, infatti, lo scetticismo serpeggiava da tempo. «Purtroppo lo prevedevo», è stato il commento del presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò.
A fugare le perplessità del numero uno dell’Agcom non erano evidentemente bastate le dichiarazioni del ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta che poco più due settimane fa scommetteva su una svolta positiva a breve: «Il piano è già pronto. Ho parlato con il viceministro Paolo Romani. E’ un problema di investimenti, ma manca ormai solo l’ultima spinta. Nell’arco di ottobre-novembre possiamo avere il via libera dal Cipe», aveva detto.
Bisognerà, invece, aspettare tempi economici migliori. Contattato dal manifesto ilministro Brunetta ha declinato ogni commento. Ma certo la notizia non deve avergli fatto piacere visto che gli 800 milioni previsti erano un puntello importante per il suo piano di e-government che prevede una pubblica amministrazione più digitale e informatizzata….